Se un condannato per un reato non paga la multa che deve versare, sono problemi. A deciderlo la Corte Costituzionale che ha ammesso la detenzione domiciliare se non si paga la multa, superando la disparità tra pene principali e pene sostitutive.
Se un cittadino riceve una condanna a una multa e decide di non pagarla, lo Stato interviene per limitare la sua libertà. "Fino a oggi - spiega laleggepertutti.it - esisteva una differenza ingiusta basata sul tipo di sanzione originaria". Eppure, con la sentenza 54/2026, la Corte costituzionale cambia le regole. In che modo? È illegittima la mancata previsione della conversione, in caso di insolvenza, nella detenzione domiciliare sostitutiva per le pene pecuniarie principali".
Insomma, se non paghi una multa decisa dal giudice, ora puoi scontare la pena ai domiciliari invece che in semilibertà. Questa decisione elimina dunque una discriminazione. La Consulta ora stabilisce che chi non paga una multa ordinaria non può essere trattato peggio di chi non paga una pena che già in partenza sostituiva il carcere. Per le pene sostitutive era già prevista l’alternativa tra la semilibertà e la detenzione domiciliare sostitutiva (art. 71 legge n. 689 del 1981). Al contrario, per le pene principali, la legge imponeva unicamente la semilibertà (art. 102 legge n. 689 del 1981). Questa differenza obbligava il giudice a una scelta rigida che non teneva conto della situazione del condannato. Da qui la novità.