Il rating dell'Italia resta confermato a "BBB+/A-2" con outlook positivo. È quanto emerge dalle tabelle dell'agenzia di rating internazionale S&P. A gennaio l’agenzia aveva mantenuto invariato il giudizio a BBB+ e migliorato l’outlook a positivo, confermando la valutazione di ottobre e aprile 2025, quando il merito di credito del Paese era stato alzato dal precedente livello BBB.
La decisione arriva al termine di una giornata nella quale i conti pubblici sono stati al centro dell'attenzione. La guerra in Iran e la chiusura di Hormuz hanno avuto un impatto sui prezzi energetici e l'obiettivo del governo rimane quello di aiutare le famiglie e le imprese ad affrontare l'attuale fase. Sul tema è intervenuto il vicepremier Antonio Tajani che ha sostenuto la necessità che non ci siano solo interventi tampone sulle accise. "Non escludo una manovra correttiva", ha poi aggiunto in una giornata in cui lo spread è tornato a salire. Ma non è questa la strada che il governo ha imboccato.
Oggi, intanto, con le aspettative di una pace in Iran non corroborate dal summit Trump-Xi Jinping, i mercati in fibrillazione hanno fatto volare il petrolio Wti oltre 105 dollari e lo spread a 78 punti base, col Btp decennale a poca distanza dalla soglia del 4%. E gli investitori temono proprio l'impatto dello shock energetico sulle finanze statali dei Paesi più indebitati.