C’è un’Italia che oggi viaggia dentro i cantieri. Dai tunnel dell’Alta Velocità nel Sud ai nuovi collegamenti con porti e aeroporti, passando per i treni regionali di nuova generazione e la digitalizzazione della rete, il PNRR ferroviario sta riscrivendo la geografia della mobilità italiana. Una trasformazione che attraversa l’intero Paese e che vede il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane al centro di uno dei più grandi programmi infrastrutturali in corso in Europa. Sono circa 25 i miliardi di fondi PNRR e Piano Nazionale Complementare assegnati alle società del Gruppo FS in qualità di soggetti attuatori e responsabili degli interventi: una quota pari a circa l’11% delle risorse complessivamente rese disponibili per l’Italia. A guidare questa stagione di investimenti è soprattutto Rete Ferroviaria Italiana (RFI), principale soggetto attuatore del Gruppo, cui fanno capo circa 22,74 miliardi, pari a quasi il 90% del totale assegnato. Il quadro restituisce la dimensione di un piano che non riguarda soltanto la costruzione di nuove opere, ma una revisione complessiva del sistema ferroviario nazionale, con l’obiettivo di aumentare capacità, puntualità, interoperabilità europea e accessibilità territoriale. Una visione che il Gruppo guidato dall’Amministratore delegato Stefano Antonio Donnarumma considera centrale per rafforzare competitività, sostenibilità e integrazione europea della rete.
Il dato più significativo riguarda lo stato di avanzamento degli interventi. Ad oggi, tutti i progetti in perimetro PNRR e PNC risultano avviati e in fase di realizzazione avanzata. Il Gruppo FS ha inoltre raggiunto tutte le milestone europee previste per il periodo di riferimento e, a febbraio scorso, aveva già consuntivato circa 18 miliardi di euro, pari al 72% dei fondi assegnati. Un’accelerazione rilevante, soprattutto considerando la complessità tecnica e amministrativa delle opere in corso, distribuite lungo tutta la Penisola.
Dietro i numeri c’è una strategia industriale precisa, coerente con il Piano Strategico 2025-2029 del Gruppo FS. La direttrice è duplice: da un lato ridurre i divari infrastrutturali storici che separano alcune aree del Paese, dall’altro rafforzare il ruolo dell’Italia nei corridoi europei della mobilità e della logistica. L’obiettivo non è soltanto ridurre i tempi di viaggio, ma accorciare distanze economiche e sociali che per decenni hanno frenato competitività e coesione territoriale.
INTERVENTI SIMULTANEI
Mai come oggi la rete ferroviaria italiana è stata interessata da una mole così ampia di interventi simultanei, tra nuove linee AV, upgrade tecnologici e rinnovo della flotta. Uno dei capitoli centrali riguarda lo sviluppo dell’Alta Velocità verso il Sud. La linea Napoli-Bari rappresenta una delle opere simbolo di questa stagione di trasformazione. Una volta completati tutti gli interventi previsti, anche oltre il perimetro PNRR, sarà possibile collegare Bari e Napoli in circa due ore e Bari e Roma in tre ore, modificando radicalmente tempi e modalità di spostamento tra Adriatico e Tirreno. I lavori per i lotti Napoli-Cancello e Cancello-Frasso sono già stati completati, consentendo il raggiungimento dei target PNRR previsti entro il 31 dicembre 2025.
Una trasformazione analoga interessa la Sicilia, dove il potenziamento della direttrice Palermo-Catania-Messina punta a superare uno storico deficit di collegamenti dell’isola. A regime, il nuovo collegamento consentirà di ridurre di circa un’ora i tempi di percorrenza tra Palermo e Catania, collegando le due città in circa due ore, mentre la tratta Messina-Catania scenderà dagli attuali 75 minuti a circa 45.
Ma il PNRR ferroviario non riguarda soltanto il Mezzogiorno. Al Nord, uno degli interventi più strategici è quello del Terzo Valico dei Giovi e del Nodo di Genova, destinato a ridefinire il ruolo logistico del sistema portuale ligure nei collegamenti con il Nord Italia e il resto d’Europa. L’obiettivo è doppio: da un lato aumentare la capacità del traffico merci, dall’altro accorciare sensibilmente i tempi di viaggio passeggeri tra Genova, Milano e Torino. Nell’ambito del Nodo di Genova è già stato attivato nel 2025 il quadruplicamento della linea Genova Voltri-Sampierdarena, mentre il resto degli interventi prosegue secondo la programmazione prevista. Se sul Terzo Valico dei Giovi il cronoprogramma resta allineato ai target del PNRR, sulla direttrice Brescia-Verona e Verona-Bivio Vicenza il cantiere entra sempre più nel vivo lungo uno degli assi fondamentali della futura Alta Velocità Milano-Venezia e del corridoio europeo Mediterraneo. Gli interventi consentiranno di incrementare l’offerta di trasporto AV, regionale e merci, migliorando regolarità del servizio e capacità della rete. Una linea strategica non soltanto per i collegamenti tra grandi città, ma anche per il sistema produttivo del Nord Italia, che concentra una parte significativa dell’export nazionale.
Accanto alle grandi opere, il Piano punta con decisione anche sulla modernizzazione tecnologica della rete ferroviaria. In questo quadro si inserisce lo sviluppo dell’ERTMS, il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario, destinato a diventare il nuovo standard continentale per il controllo della circolazione. L’adozione di questa tecnologia consentirà di aumentare sicurezza, interoperabilità e frequenza dei treni, allineando progressivamente l’Italia agli standard europei più avanzati.
INTERMODALITÀ
Un altro asse strategico riguarda il rafforzamento dell’intermodalità e delle connessioni di ultimo miglio, con particolare attenzione ai collegamenti ferroviari verso porti, aeroporti e poli logistici. Una partita decisiva soprattutto per il trasporto merci, in un momento in cui l’Europa spinge verso il trasferimento del traffico dalla gomma al ferro per ridurre emissioni e congestione stradale.
La trasformazione passa anche dal rinnovo dei mezzi. A Trenitalia sono stati assegnati circa 1,2 miliardi di fondi PNRR per l’acquisto di nuovi treni regionali e Intercity, di cui risultano già consuntivati circa 675 milioni. Anche in questo caso tutte le milestone risultano rispettate: per il trasporto regionale sono stati già consegnati 76 treni elettrici sui 77 previsti. Convogli di nuova generazione che puntano a migliorare comfort, sostenibilità e affidabilità del servizio quotidiano per milioni di pendolari e viaggiatori. L’insieme di questi interventi restituisce la dimensione di una trasformazione che non riguarda solo il settore ferroviario, ma l’intero sistema-Paese. Il PNRR sta accelerando un processo di modernizzazione che intreccia mobilità, sostenibilità, competitività industriale e coesione territoriale. Per il Gruppo FS, la sfida non è solo rispettare le scadenze, ma trasformare questa stagione di investimenti in un nuovo paradigma di mobilità: più veloce, integrata, sostenibile e capace di connettere territori che per troppo tempo hanno viaggiato a velocità diverse.