«In queste condizioni noi non ci sentiamo in grado (salvo per qualche raro titolo) di formulare giudizi seri circa l'attendibilità dei prezzi espressi dalla Borsa. Così come non sapremo mai in anticipo quando questa irripetibile bolla di euforia collettiva si fermerà... Le azioni si trasformano in francobolli rari... Noi possiamo solo ricordare che gli utili non realizzati sono solo dei numeri scritti sulla carta», questo è uno stralcio della lettera scritta di pugno dal mitico agente di cambio Isidoro Albertini, inviata ai propri clienti poco prima del grande crollo. Timing perfetto per il “Signore di Piazza Affari”. Era fine maggio, ma di 40 anni fa, l'indice Comit in soli 5 mesi si era arrampicato del 100%!!! Pochi giorni dopo l'invio della lettera, il diluvio: -9,5% in una sola seduta, era il 29 maggio, quel giorno sarà ricordato come il “giovedì nero” di Piazza Affari.
Riporto questa lettera perché quel movimento, per molti aspetti, somiglia all'arrampicata travolgente dei titoli dell'AI di queste ultime settimane, somiglia graficamente all'impennata che sta trascinando il Nasdaq verso nuovi record assoluti.
Qualcuno potrà obiettare che il Comit prima di crollare salì del 100%, oggi il Nasdaq dai minimi ha fatto “solo” il 30%. Vero, ma quel Comit in capitalizzazione era poca cosa, il Nasdaq invece è composto da pesi massimi, un macigno che per spostarlo ci vuole molta forza, tradotto: molti capitali. Il problema se mai è che oggi non c’è nessun Isidoro Albertini a mettere in guardia gli sprovveduti, anzi oggi soffiano tutti sul fuoco dell'euforia che divampa. Per Ed Yardeni quest'eccitazione è più che giustificata, siamo passati dal FOMO (Fear Of Missing Out, la paura di essere tagliati fuori dal rally) al FEMO (Fabulous Earning Momentum), il FOMO crea bolle irrazionali, il FEMO crea rialzi razionali. Questo perché secondo Yardeni è sostenuto dalla certificazione degli analisti che evidenziano la solidità e le potenzialità dei titoli acquistati.
L’ultimo caso tra i più eclatanti riguarda MICRON, la regina delle memorie Dram, secondo Gil Luria (head of tech research di D. A. Davidson) nell'era dell'AI la memoria è diventata una delle componenti più importanti, e per ottenere più memoria bisogna costruire più impianti e il Ceo di Micron ha detto che non entreranno in funzione nuove fabbriche prima del 2028. Questo vuol dire che ci sarà ancora molta domanda e un'offerta ridotta, quindi i prezzi dei prodotti continueranno a salire, in più il titolo è ancora a sconto perché la forte crescita degli utili lo porta a una valutazione di solo 9 volte gli utili futuri. Peccato che l'abbiamo scoperto solo ora quando il titolo è già cresciuto del 1.500% in un anno! Devo scrivere “solo”?
Chissà cosa avrebbe detto Isidoro Albertini, avrebbe sicuramente notato che SPACEX ha tagliato i target della sua Ipo. E avrebbe notato i multipli di xAI (società inglobata da SPACEX) che sono 250 volte i ricavi! Quelli di Anthropic sono 13x, quelli di OpenAI sono 35x. Se guardi bene non tutto è a sconto, anzi!