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Scattano i controlli "RedEst": ecco chi rischia di perdere la pensione

di Roberto Tortora sabato 6 giugno 2026

2' di lettura

Non è una tassa, ma poco ci manca. Per migliaia di pensionati italiani residenti all’estero torna, infatti, uno degli appuntamenti più delicati dell’anno: la dichiarazione dei redditi richiesta dall’Inps per continuare a percepire una serie di prestazioni collegate alla situazione economica personale. Dal 25 maggio è ufficialmente partita la Campagna RedEst 2026, relativa ai redditi percepiti nel 2025, mentre è stata contestualmente riaperta anche la Campagna RedEst 2025 per consentire ai ritardatari di mettersi in regola con le dichiarazioni riferite al 2024.

A comunicarlo è lo stesso Istituto di previdenza sociale con il messaggio n. 1864 del 4 giugno 2026. Un richiamo che riguarda una platea tutt’altro che marginale: pensionati che vivono fuori dai confini nazionali, ma che continuano a beneficiare di trattamenti il cui importo dipende dal reddito dichiarato. Nella lista rientrano l’integrazione al minimo, le maggiorazioni sociali, l’assegno sociale, la pensione sociale, gli assegni e le pensioni di invalidità civile soggetti a limiti reddituali, gli assegni al nucleo familiare e perfino la quattordicesima mensilità. Tutti benefici che possono essere confermati, ridotti o addirittura revocati sulla base della documentazione trasmessa all’Inps. Le dichiarazioni potranno essere presentate attraverso i Patronati, i Consolati italiani all’estero oppure direttamente tramite le strutture territoriali dell’Istituto utilizzando i servizi telematici dedicati.

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A settembre partirà inoltre la spedizione dei modelli cartacei RedEst ai soggetti interessati. Ma il punto più importante riguarda le conseguenze per chi decide di ignorare la pratica. La mancata presentazione del modello RedEst fa infatti scattare la sospensione della prestazione pensionistica o assistenziale per 60 giorni. E se l’omissione dovesse proseguire anche oltre quel termine, il rischio diventa ben più pesante: revoca definitiva del beneficio e obbligo di restituire le somme già incassate. Tradotto: chi vive all’estero e percepisce prestazioni legate al reddito farebbe bene a non sottovalutare la scadenza. Perché una semplice dimenticanza può trasformarsi in un conto molto salato.

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