Non sono pochi i casi di benzina "annacquata". E a volte non basta il comportamento dell'auto - che una volta fatto rifornimento perde potenza e si spegne - per dimostrare di essere incappati in un vero e proprio inganno. La presenza di acqua o di altre sostanze all'interno del serbatoio deve infatti essere verificata tecnicamente e, se si vuole chiedere un risarcimento, è fondamentale conservare le prove del rifornimento e del successivo guasto. In ogni caso, spiega Brocardi.it, "alcuni sintomi possono però comparire poco dopo aver fatto il pieno". Tra questi:
difficoltà nell'avviamento;
funzionamento irregolare del motore;
vuoti durante l'accelerazione;
perdita di potenza;
strattoni;
spegnimenti improvvisi;
accensione della spia motore;
consumi anomali;
rumori o vibrazioni insolite.
Nel caso in cui ci si accorge della fregatura, è essenziale avere lo scontrino del rifornimento. Questo consente di dimostrare dove, quando e quanto carburante è stato acquistato. È utile conservare anche la ricevuta del pagamento elettronico e qualsiasi altro documento che possa collegare il rifornimento al veicolo. Anche il carburante presente nel serbatoio può rappresentare una prova importante.