Dal gennaio 2027 entrerà in una nuova fase la riforma della disabilità prevista dal Decreto legislativo 62/2024. Il provvedimento introduce un cambiamento nell’approccio alla disabilità, modificando terminologia, criteri di valutazione e procedure amministrative. Tra le novità anche il superamento del termine «handicap», nell’ottica di una valutazione maggiormente centrata sulla persona.
Chi ha già ottenuto un riconoscimento definitivo secondo le procedure attuali non dovrà affrontare automaticamente una nuova visita. La riforma, infatti, non prevede la perdita dei diritti, delle agevolazioni o dei permessi già riconosciuti. Per le persone che hanno una revisione programmata, le visite fissate entro il 31 dicembre 2026 seguiranno le regole attuali, mentre quelle successive saranno effettuate secondo i nuovi criteri. Durante il periodo di transizione sarà inoltre garantita la continuità dei sostegni.
Dal 2027 cambierà anche l’iter per le nuove richieste. Il procedimento sarà unificato e digitalizzato attraverso l’INPS: il medico trasmetterà direttamente online il certificato introduttivo e sarà l’Istituto a convocare il cittadino, eliminando alcuni passaggi amministrativi separati. Invalidità civile, cecità, sordità e disabilità lavorativa confluiranno in un unico percorso.
La valutazione non si concentrerà esclusivamente sulla patologia, ma considererà anche le conseguenze della condizione sulla vita quotidiana, scolastica e professionale. Al centro della riforma ci sarà infine il “Progetto di vita”, un percorso personalizzato per individuare servizi, sostegni e adattamenti necessari a favorire autonomia, partecipazione sociale e inclusione lavorativa.