La detassazione della tredicesima, se approvata, consentirebbe ai lavoratori dipendenti con redditi bassi di ricevere una somma netta maggiore a dicembre, senza modificare lo stipendio lordo. La misura prevederebbe l'applicazione di un'aliquota fiscale agevolata, pari al 15% o al 10%, in sostituzione della tassazione ordinaria.
Attualmente, la tredicesima viene tassata secondo le aliquote Irpef ordinarie e non beneficia delle normali detrazioni per lavoro dipendente. Con l'introduzione di un'imposta sostitutiva agevolata, il carico fiscale sulla mensilità aggiuntiva diminuirebbe, aumentando così l'importo netto ricevuto dal lavoratore. Il vantaggio potrebbe tradursi in alcune centinaia di euro in più, a seconda della retribuzione e dell'aliquota applicata.
L'effettivo beneficio dipenderà soprattutto dai requisiti di reddito che verranno stabiliti. Se la soglia fosse fissata a 15.000 euro annui, la misura interesserebbe una platea più limitata di dipendenti. Con un limite di 30.000 euro, invece, potrebbero beneficiarne più lavoratori. Inoltre, un'aliquota del 10% garantirebbe un risparmio fiscale maggiore rispetto a quella del 15%, aumentando ulteriormente il netto della tredicesima.
La misura sarebbe probabilmente destinata principalmente ai redditi più bassi, con la possibilità che i lavoratori con redditi superiori a 20.000 euro restino esclusi, anche se i criteri definitivi non sono ancora stati stabiliti.
Per calcolare con precisione il possibile aumento della tredicesima sarà necessario conoscere la retribuzione annua lorda del lavoratore, l'imponibile fiscale dopo i contributi previdenziali e la soglia di reddito che verrà eventualmente approvata. Solo dopo la definizione delle regole sarà possibile determinare con certezza chi avrà diritto all'agevolazione e quanto potrà risparmiare sulle imposte.