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Bombe e morte, Siria rosso sangue

domenica 25 febbraio 2018

2' di lettura

Beirut, 21 feb. (AdnKronos/Aki) - E' salito ad almeno 24 morti, tra cui tre bambini, il bilancio della nuova ondata di raid e attacchi con artiglieria condotti nella notte dal regime siriano e dalle forze alleate sulla Ghouta orientale. Lo hanno riferito su Twitter gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, un gruppo vicino all'opposizione, che parla di oltre 250 morti da domenica nella zona a est di Damasco in mano ai ribelli. Stando agli attivisti, elicotteri delle forze lealiste hanno lanciato razzi e sganciato barili bomba sulle città e i villaggi della zona assediata dove vivono oltre 350mila persone. TURCHIA - Intanto il portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin, durante una conferenza stampa ad Ankara all'indomani dell'arrivo di forze filogovernative siriane nella regione di Afrin per sostenere i curdi che combattono contro le forze turche impegnate dal 20 gennaio nell'offensiva 'Ramoscello d'ulivo', ha affermato che la Turchia continuerà le operazioni militari ad Afrin malgrado sul campo si assista ad "accordi sporchi". "Noi, Repubblica di Turchia, continueremo ad attuare i nostri piani per l'operazione 'Ramoscello d'ulivo' con la stessa determinazione malgrado sul campo ci siano alcuni accordi sporchi, accordi oscuri", ha detto Kalin, citato dall'agenzia di stampa Dpa. Kalin è tornato a negare che ieri le forze filogovernative siriane siano entrate nella località di Afrin e ha ribadito che sono state respinte dalle unità dell'artiglieria turca. Tuttavia immagini televisive hanno mostrato l'arrivo delle cosiddette "forze popolari" nell'enclave curda. "Chiediamo al regime siriano di porre fine al più presto a questi attacchi", ha aggiunto Kalin. "questo è un crimine contro l'umanità". ONU - "Profonda preoccupazione", invece, è stata espressa dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, per l'escalation di violenza degli ultimi giorni nella Ghouta orientale. "Il segretario generale è profondamente preoccupato per il peggioramento della situazione nella Ghouta orientale e per il suo impatto devastante sui civili", ha affermato il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric. Guterres ha invitato tutte le parti a rispettare i principi fondamentali del diritto umanitario, compresa la protezione dei civili durante i conflitti armati, ha sottolineato il portavoce. "Quasi 400mila persone nella Ghouta orientale sono soggette a attacchi aerei e bombardamenti", ha proseguito Dujarric. Assediati dalle forze governative siriane, i residenti della Ghouta orientale "vivono in condizioni estreme", soffrendo "in particolare di malnutrizione". Guterres ha infine ricordato che la Ghouta orientale è stata indicata come una delle zone di de-escalation da Russia, Iran e Turchia e ha invitato tutte le parti in conflitto a rispettare "i loro impegni in questo senso", ha concluso il portavoce.

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