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Morti strangolati e giudici corrotti: video-bomba su Putin, ira dello zar

di Andrea Tempestini domenica 27 dicembre 2015

2' di lettura

Un video, online, confezionato dal più importante leader dell'opposizione russa, Alexei Navalny. Un video pubblicato dopo un'indagine di nove mesi. Nel mirino Vladimir Putin e soprattutto gli interessi commerciali dei figli di Yuri Chaika, procuratore generale della Russia. Un video di 45 minuti, postato su YouTube, che ha fatto in una settimana oltre 3,2 milioni di visualizzazioni. Un documentario per screditare e colpire Putin, nel quale l'accusa più pesante, forse, è contro Artyom Chaika, figlio maggiore del pm, accusato di co-gestire un hotel con un partner commerciale che ha avuto legami con due capibanda  condannati per l'uccisione di massa di 12 persone, tra le quali quattro bambini. Alcuni lo definiscono un "video-bomba", e nella clip si sostiene che Olga Lapantina, ex moglie di un sostituto procuratore, fosse in affari con le mogli dei due capi della banda Tsapok, che terrorizzò una regione nel sud della Russia con stupri e rapine. E altre ombre su Artyom Chaika, di 39 anni, che risulterebbe coinvolto nell'esproprio di una compagnia di navigazione nell'Estremo oriente russo il cui direttore fu, si dice, strangolato. Nel documentario, inoltre, si parla di contratti pubblici lucrativi, truccati a favore della famiglia Artyom, la cui famiglia avrebbe spostato i fondi in conti greci e svizzeri, fondi che sarebbero il frutto di attività illecite. Colpire una famiglia per colpire Putin. Nel video, infatti, si ricorda come due anni fa, all'inaugurazione dell'hotel nel mirino, a salutare gli ospiti c'era Vladimir Medinsky, ministro della Cultura di Putin. Insomma, l'oppositore insiste sulla vicinanza tra la famiglia sotto accusa e lo "zar". Una storia in cui ballano milioni di dollari, in cui spuntano morti e giudici corrotti, che come accennato sarebbero alleati con una delle più scellerate bande criminali del Paese. Da par suo, il Cremlino ha detto che le accuse formulate nel film non sono di alcun interesse, poiché non riguardano direttamente il procuratore generale. Navanly, 39enne, il regista del video, è stato arrestato numerose volte e condannato per appropriazione indebita e frode a cinque anni con la sospensione condizionale della pena in un processo accusato dagli oppositori di essere di natura politica. Il fratello Oleg, per altri capi di imputazione, è attualmente in carcere.

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