"Certo che sono preoccupata, non credo sia finita qui". Queste le parole che Giorgia Meloni avrebbe pronunciato dopo l'ennesimo attacco di Donald Trump. Uscita in fretta e furia dall'Europa Building dove si è riunito il Consiglio europeo, la premier ha lasciato il palazzo verso l'una e trenta. A ricostruire quei momenti è Il Corriere della Sera che riporta: "Arrivano delle telefonate da Roma, in anticipo, per cortesia, la premier viene informata che Trump ha rilasciato quelle dichiarazioni. Meloni rientra poco dopo all’hotel Amigò, sono le due di notte, sale in camera, c’è da pensare a una risposta".
Risultato? Una replica durissima in cui Meloni accusa il capo della Casa Bianca di aver mentito e di andare a braccetto con i nemici dell’Occidente, Una risposta, questa, che pubblica su Instagram il giorno dopo, a meno di un'ora dalla pubblicazione da parte di La7 delle parole del tycoon. Parole dietro le quali ci sarebbe un'unica spiegazione: la salute mentale del presidente americano. "Quando Meloni finalmente è libera di incontrare il suo staff e di confrontarsi con i suoi assistenti su quanto accaduto - prosegue il Corsera - si attribuisce l’accaduto al profilo clinico di Trump".
Tornando però indietro nel tempo, al G7 di Evian, forse la genesi dell'accaduto va ricercata lì. "Sembra - si legge ancora - che siano stati diffusi troppi video di Meloni e Trump, troppi e non tutti autorizzati dallo staff americano. In primo luogo uno in cui la premier italiana gesticola e sembra, con l'indice puntato verso Trump, volergli spiegare qualcosa. È diventato virale negli Stati Uniti fra gli elettori democratici. Difficile che sia piaciuto a Trump".