CATEGORIE

Prodi, schiaffo a Re Giorgio. Colpa di Napolitano se oggi l'Isis avanza

di Giovanni Ruggiero domenica 6 dicembre 2015

2' di lettura

Se i vertici dello Stato islamico stanno spostando tutte le proprie strutture di comando dalla Siria alla Libia, è grazie soprattutto ai pasticci creati dopo l'intervento militare nel Paese all'epoca nelle mani di Gheddafi. Una decisione che, secondo quanto ribadisce Romano Prodi sulle pagine del Fatto quotidiano fu voluta da chi governava in quel periodo, non solo Silvio Berlusconi, ma anche Giorgio Napolitano, per quanto il professore resta attento a non sbilanciarsi. L'espandersi dell'Isis nel Sinai e poi, attraverso l'Egitto, anche in Libia ha radici più lontane degli ultimi mesi. Quando Prodi era inviato per l'Onu alla ricerca di fondi per il Sahel, ricorda come l'unico paese deciso ad arginare gli estremisti islamici era stato addirittura l'Egitto governato dal movimento dei Fratelli musulmani. Nessun'altro Paese si voleva opporre all'intervento promosso dalla Francia di Nicolas Sarkozy e l'Italia si ritrovò in minoranza: "È incomprensibile e incompreso - ha aggiunto Prodi - come l'Italia abbia potuto prendere una decisione di quel tipo". Prodi lamenta come in quel periodo nessuno provò a chiedergli consiglio: "Mai stato consultato - ha detto - né prima né durante né dopo. Intanto in Siria le bombe russe colpiscono i mercati, case di civili...", Putin quindi sta sbagliando strategia: "I bombardamenti possono essere uno strumento provvisorio, ma non ricordo una volta in cui siano davvero serviti a porta la pace. E continuo a non capire perché si bombardano le città e non i pozzi e le auto-cisterne". Eppure basterebbe quello per assestare un colpo importante al Califfato: "L'Isis ha bilanci più floridi di molti Paesi arabi - ha chiarito l'ex premier - La metà di quella ricchezza arriva dal petrolio, il resto da estorsioni, traffico di esseri umani e dall'esercito di un'autorità statale. Poi ci sono i finanziamenti che passano per fondazioni dei paesi dell'area del Golfo Persico".

tag
romano prodi
libia
gheddafi
egitto
terrorismo
nicolas sarkozy
siria
giorgio napolitano

Otto e Mezzo Romano Prodi spara fango su Meloni: "Quando si è al potere da tempo..."

Dem allo sbando Romano Prodi sconfessa il Pd: "Mi chiamano spesso, cosa mi chiedono"

Dalla Gruber Otto e mezzo, da Prodi altro fango su Meloni: "Mentre cuocevo il minestrone..."

Ti potrebbero interessare

Romano Prodi spara fango su Meloni: "Quando si è al potere da tempo..."

Claudio Brigliadori

Romano Prodi sconfessa il Pd: "Mi chiamano spesso, cosa mi chiedono"

Redazione

Otto e mezzo, da Prodi altro fango su Meloni: "Mentre cuocevo il minestrone..."

Roberto Tortora

Otto e mezzo, Prodi liquida Vannacci: "Non è un problema per nessuno"

Redazione

Iran, la diretta della guerra: Londra manda un cacciatorpediniere a Cipro

Nel quarto giorno della guerra in Medio Oriente innescata dall'offensiva israelo-americana contro l'Iran, Israel...

Teheran resuscita i Patti di Abramo. I Paesi arabi tornano nelle braccia di Israele

Si è ipotizzato che uno scopo degli attacchi del 7 ottobre fosse appunto quello di far saltare definitivamente og...
Maurizio Stefanini

Iran, la guerra non è un party: non si mandano gli inviti

Ma chissà perché l’attacco a sorpresa si chiama così, senza neanche un bigliettino di cortesi...
Marco Patricelli

Soumar, il missile che può colpire l'Italia: quali sono le aree a rischio

La guerra in Medio Oriente inquieta anche l'Occidente, che potrebbe essere facilmente coinvolto. Basti pensare che, ...
Redazione