Strasourgo, 24 apr. - (Adnkronos) - L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha approvato con 108 voti favorevoli, 36 contrari e 8 astenuti il rapporto in cui si indicano Spagna e Italia, ma anche la Nato che presiedeva le operazioni di ricerca nel Mediterraneo - come responsabili del mancato soccorso del gommone alla deriva con 72 rifugiati eritrei a bordo. Solo i 9 uomini piu' forti sopravvissero, gli altri 63, molte donne e bambini, morirono di fame e di sete. Nel 2011 oltre mille persone perdettero la vita tentando la traversata verso l'Europa, ricorda il Consiglio d'Europa nel comunicato in cui da' notizia del voto. Il rapporto e' firmato dalla senatrice olandese Tineke Styrik che ha condotto l'inchiesta sull'incidente, accaduto nel mese di marzo dello scorso anno. Sono stati bocciati tutti gli emendamenti proposti da Italia e Spagna, che cercavano di scagionare le unita' navali nazionali dalle responsabilita', che, pero', non sono state chiaramente individuate dall'inchiesta. Nel rapporto della parlamentare socialista si parla di "un insieme di negligenze e mancate risposte agli appelli dei naufraghi, che fuggivano dalla guerra civile in Libia". "Durante l'inchiesta condotta in Italia, Spagna e Malta, la senatrice Strik ha stabilito il tragico percorso dell'imbarcazione alla deriva. Finche' i telefoni cellulari erano in funzione i naufraghi poterono indicare la loro posizione e mettersi in contatto con un sacerdote in Italia che segnalo' l'incidente alle autorita' costiere italiane. In effetti un elicottero avvisto' il barcone in balia delle onde e lancio' ai naufraghi bottiglie d'acqua e scatole di biscotti. Ma nessuno venne mai in loro soccorso. Il battello si arenava, infine, sulle coste libiche, da dove era partito, pieno di cadaveri e qualche sopravvissuto svenuto e disidradato". (segue)