La conferenza sul razzismo programmata dall’Onu continua a far discutere e per il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, “non ci sono ancora le condizioni per l’Italia per re-impegnarsi nel negoziato per la conferenza Durban II”. Frattini ha aggiunto che comunque il nostro Paese è impegnato con i colleghi europei e che “fino all’ultima ora” verranno fatti tutti gli sforzi per arrivare ad una soluzione. Il nodo da sciogliere è quello che riguarda le presenza, tra le autorità che interverranno, del presidente iraniano Ahmadinejab, malvisto da alcuni stati per le sue posizioni antisemite. A ciò si aggiungono le frasi contenute nella bozza di dichiarazione finale che contiene frasi giudicate sempre “antisemite ed aggressive”. La posizione italiana era già stata rimarcata nel mese di marzo. “L’Italia - ha spiegato il ministro Frattini - mantiene l'atteggiamento di disimpegno dal negoziato tenuto fino ad ora, una scelta del resto presa anche dagli Stati Uniti”. Ma per ora, ha assicurato Frattini, “non ci sono le condizioni” per la partecipazione dell'Italia dal momento che i punti contenuti nella bozza conclusiva, per quanto modificati, rimangono “inaccettabili”. La libertà di espressione, per l’inquilino della Farnesina, “non è significatamene garantita”. “Stamani – ha proseguito Frattini - ho avuto colloqui telefonici con i miei colleghi inglese, francese, svedese, tedesco, danese e olandese, e ho presentato loro i dubbi dell'Italia ed ho ricordato che l'impegno, con i colleghi europei, proseguirà fino all'ultima ora”.