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Tripoli: terrorista di Lockerbie

non sarà alla festa di Gheddafi
di Dario Mazzocchi sabato 29 agosto 2009

2' di lettura

L’attentatore di Lockerbie, Abdel Baset Ali al-Megrahi, non sarà ai festeggiamenti che si terranno la prossima settimana a Tripoli per celebrare il 40° anniversario dell'arrivo al potere di Muammar Gheddafi. Ad assicurarlo è stato il figlio del colonnello, Saif al-Islam, in un'intervista al quotidiano scozzese The Herald, nella quale si è scusato se si è avuta la percezione che il governo libico non abbia fatto abbastanza per evitare un'accoglienza da eroe all'attentatore di Lockerbie, pur sottolineando che per il suo arrivo “non c'è stata alcuna celebrazione ufficiale”. Ma solo una folla acclamante che ha atteso il rientro in patria con tanto di bandiere. L'accordo del 2004 - Il primogenito del colonnello ha poi spiegato come si è arrivati, otto giorni fa, al rilascio di al-Megrahi, deciso dal ministro della Giustizia scozzese Kenny MacAskill, definito “grande uomo”, per ragioni umanitarie. “Per gli ultimi sette o otto anni abbiamo cercato di ottenere il trasferimento in Libia di al-Megrahi per scontare qui la sua condanna e in passato abbiamo cercato molte volte di firmare l'accordo sul trasferimento dei detenuti (Pta) senza citare al-Megrahi, anche se era ovvio che noi pensavamo a lui”. Il Pta, ha aggiunto, “fa parte di uno scambio con la Gran Bretagna” che venne siglato “quando Tony Blair venne qui (nel 2004). Non è un segreto. Ma io voglio essere chiaro con i vostri lettori, non abbiamo citato al-Megrahi”. “La gente – ha proseguito Saif al-Islam - non dovrebbe essere arrabbiata, perchè stiamo parlando di commercio e di petrolio. In quella stessa occasione firmammo un accordo petrolifero, il commercio, la poltica e i contratti hanno tutti a che vedere con il Pta”. Fratttini: interessi fondamentali - Per quanto riguarda l’Italia e il viaggio di Berlusconi a Tripoli, è intervenuto il ministro degli Esteri Frattini: “Può non piacere ma il trattato” di amicizia Italia-Libia “è stato firmato proprio il 30 agosto scorso” e la presenza del premier a Tripoli risponde agli “interessi fondamentali che l'Italia ha con la Libia nel Mediterraneo, dall'immigrazione al controllo delle frontiere, fino agli interessi economici bilateral”. In ogni caso la posizione dell'Italia, che parteciperà alla manifestazione del primo settembre con l'esibizione delle Frecce Tricolori ma non con la presenza del premier, “non è isolata per niente” perché “anche la Spagna di Zapatero partecipa proprio al 40° anniversario della rivoluzione”.

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