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Terrore a Mumbai, 125 morti

Un italiano ucciso, sette ancora in ostaggio - De Gennaro: è Al Qaeda, alziamo la guardia
di Albina Perri sabato 29 novembre 2008

2' di lettura

I terroristi di Mumbai sono legati ad Al Qaeda. Per questo è necessario tenere alta l'attenzione anche in Europa. Lo ha detto Gianni De Gennaro, il direttore generale del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza). Dai primi elementi di valutazione, la matrice degli attentati di Mumbai si riferisce a formazioni jihadiste autoctone che rimandano a circuiti di Al Qaeda, ha spiegato. Ne consegue "la necessità di tenere levata la guardia a livello internazionale, sia nel mondo islamico e non meno in occidente".  Gli spari agli hotel a cinque stelle Taj e Oberoi sono continuati per tutto il giorno. Nonostante le azioni e i blitz dell'antiterrorismo, molte persone sono ancora ostaggio dei terroristi. Tra loro, anche sette italiani. Sicuramente in mezzo alle granate e gli spari c'è anche un fotografo nostro connazionale, Lorenzo Tugnoli. Lo ha raccontato un giornalista del quotidiano di Bombay DNA, Preeti Acharya, con lui nella hall dell’albergo. Racconta il giornalista indiano che il giornale lo aveva inviato a raccogliere testimonianze al Taj e che ha finito per essere lui stesso testimone di una sparatoria con lancio di granate tra la polizia e i terroristi. “I terroristi erano al sesto piano – racconta Preeti Acharya – e cercavano di prendere ostaggi senza riuscirci perché le camere erano chiuse a chiave. Quando i poliziotti hanno cercato di salire ai piani superiori i terroristi hanno lanciato almeno tre granate”. A quel punto il giornalista ha visto un poliziotto che, rimasto l’unico del suo gruppo in quella parte del grande albergo, fuggiva via terrorizzato. “Ha lasciato me e il fotografo italiano Lorenzo Tugnoli da soli nella hall dell’albergo”. E un italiano è purtroppo tra i morti, Antonio de Lorenzo: il connazionale è tra le oltre cento vittime (di cui almeno nove straniere). La Farnesina ha reso noto il decesso del connazionale attraverso un comunicato e il premier Silvio Berlusconi ha espresso il cordoglio suo e del governo alla famigia di de Lorenzo. Il connazionale, un businessman di passaggio nella città indiana, è morto all'interno dell'hotel Oberoi, secondo quanto riferito dal console Rugge. Il ministro Frattini ha spiegato che probabilmente il connazionale è stato ucciso da una granata. Frattini ha rassicurato sulla sorte di quaranta connazionali, che «invece si sono rifugiati in consolato e quindi sono a posto». La serie di attacchi simultanei e coordinati avvenuti questa sera a Mumbai trova un precedente tragico l'11 luglio del 2006. Nell'estate di due anni fa si contarono quasi 200 morti e oltre 700 feriti in sette esplosioni registrate nel giro di 20 minuti, tra le 18 e le 18,30, in altrettante stazioni ferroviarie della città. Le autorità di Nuova Delhi puntarono immediatamente il dito contro i gruppi islamici, anche se gli attentati non furono mai rivendicati.

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