L'appello

Afghanistan, giornalista terrorizzato: "Hanno ucciso sei miei colleghi. Mi stanno cercando, aiutatemi"

"Mi stanno cercando, vogliono uccidermi. Vi supplico, aiutatemi": il grido d'allarme è quello di Nassari Yaqoot Shah, giornalista afgano 40enne, ora nascosto nella casa di un amico con la moglie e i sei figli. "Faccio parte della loro black list per il mio lavoro", ha detto l'uomo al Corriere della Sera riferendosi ai talebani. Nel mirino degli "studenti coranici" è finito per "colpa" della sua attività giornalistica per l’emittente Enikass tv di Jalalabad, città a un paio d’ore da Kabul verso il confine pachistano. Adesso, però, Nassari è in contatto con il fratello Rahamat Shah che ha la cittadinanza italiana e fa il ristoratore a Venezia. E che ha informato la Farnesina del caso.

 

 

 

"Hanno ucciso sei colleghi di Enikass, la tv ha chiuso e ora mi stanno cercando. La situazione è molto brutta, ho paura", ha detto il giornalista. Che poi ha spiegato quali sarebbero le sue "colpe" secondo i talebani: "Abbiamo sempre lottato contro questo regime denunciando la mancanza di libertà, i matrimoni combinati e il legame fra i gruppi talebani e il narcotraffico. Sono vent’anni che denuncio e che tocco questi temi anche con i miei film". L'uomo infatti fa anche il regista. 

 

 

 

L'uomo si è pentito di non essersene andato prima. Adesso, però, è costretto a scappare visto che la sua vita e quella della sua famiglia sono in pericolo: "Posso prendere un volo ma avrei bisogno di un visto per poter lasciare l’Afghanistan. Bisogna fare presto perché so che hanno chiesto di me qui in zona. Non dormo da giorni". Sugli americani, invece, ha detto: "Ci hanno lasciato in una situazione di grave incertezza. Molti artisti hanno pensato di andarsene quando hanno visto la brutta situazione. Io ho aspettato troppo e adesso non riesco più a uscire. Aiutatemi, per favore. Sono disperato".

 

 

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