Conto alla rovescia

Ucraina, "invasione su grande scala entro 24 ore": il report dall'Australia, Kiev richiama i riservisti

La crisi tra Ucraina e Russia non si arresta, ma 36 ore dopo il riconoscimento del Donbass da parte di Vladimir Putin, ancora, l'invasione non è partita. Il Cremlino si è detto pronto a cercare soluzioni diplomatiche, anche se non è chiaro se si tratti di un diversivo o di un qualcosa fondato su basi reali. Nel frattempo, Kiev tramite il Consiglio di sicurezza ha chiesto lo stato d'emergenza nel Paese, segnale che l'attacco potrebbe davvero essere imminente.

E una drammatica conferma a tal proposito arriva da Scott Morrison, primo ministro australiano, il quale ha affermato che "un'invasione su vasta scala" dell'Ucraina da parte della Russia sia probabile" entro 24 ore". Morrison, che ha annunciato nuove sanzioni contro il Cremlino, ha affermato che le forze russe sono ora "al massimo della prontezza per completare un'invasione su vasta scala dell'Ucraina, ed è probabile che ciò avvenga entro le prossime 24 ore": questo è quanto riportato dall'Indipendent. Non a caso, Kiev ha anche annunciato la mobilitazione dei riservisti.

Nel frattempo, ha parlato anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, il quale ha di fatto ribadito l'assoluta gravità della situazione. "Stamattina ci siamo coordinati con il presidente Mario Draghi circa i prossimi passi da compiere per favorire una soluzione diplomatica - ha premesso -. Siamo impegnati al massimo nei canali multilaterali di dialogo. Riteniamo tuttavia che non possano esserci nuovi incontri bilaterali con i vertici russi finché non ci saranno segnali di allentamento della tensione, linea adottata nelle ultime ore anche dai nostri alleati e partner europei".

E ancora, parlando della crisi in atto, Di Maio ha aggiunto: "Condanniamo la decisione di Mosca di inviare nei territori delle due repubbliche separatiste un contingente di truppe con sedicenti funzioni di peace-keeping. È un gesto che rischia di esacerbare una situazione già molto tesa. Ricordo che si stima una presenza russa lungo i confini con l'Ucraina tra 170 e 190 mila unità". "In conferenza stampa Putin ha affermato di riconoscere le pretese di Donetsk e Lugansk sul territorio di tutto il Donbass, ben oltre la componente russofona presente nella regione e quindi includendo zone attualmente sotto il controllo delle forze armate ucraine, chiedendo per giunta il riconoscimento dell'annessione illegale della Crimea. Questo duplice sviluppo rischia di aprire la strada ad un'operazione militare su larga scala della Russia in Ucraina", ha concluso il grillino.