Dito puntato

Battaglione Azov, il tenente massacra Zelensky: "Come ha sabotato la difesa dell'Ucraina", un'accusa estrema

Orgoglio e giudizio. Dalle viscere dell'acciaieria Azovstal le parole del tenente Ilya Samoilenko, responsabile dell'intelligence del reggimento Azov, sanno di eroismo ma hanno anche il sapore amaro della delusione. "Siamo militari e abbiamo un dovere ben preciso: difendere il nostro Paese e il nostro popolo. Questa è la nostra massima priorità. Più delle nostre vite", ha detto l'ufficiale intervistato da Letizia Tortello per La Stampa per poi aggiungere: "Anche i politici hanno la loro priorità, comprendiamo rispettosamente che hanno delle carriere. La verità è che nessuno si aspettava che saremmo durati così a lungo e stiamo ancora resistendo".

 

 

Samoilenko è un fiume in piena: "Il nostro governo ha fallito la difesa di Mariupol, non ha garantito prima di tutto la sicurezza via mare. La gente ci chiama eroi viventi. Molte persone hanno rinunciato alla loro vita per la città, per il Paese, per il popolo dell'Ucraina. Sapete, potremmo ritirarci facilmente da Mariupol. Molti mesi fa, quando abbiamo visto la situazione diventare critica, abbiamo deciso di stare. Abbiamo anche avuto l'ordine di difendere Mariupol. Il problema è che molte delle autorità ufficiali hanno sabotato la difesa dell'Ucraina negli ultimi due anni. La guerra è iniziata otto anni fa e non il 24 febbraio. Il governo ci ha lasciati soli, ci sentiamo abbandonati, ha picchiato durissimo contro Volodymyr Zelensky.

 

 

L'ufficiale di Azov spiega il perché: "Il nostro addestramento anni fa è stato sabotato dai funzionari, dalla burocrazia, dal governo. Noi sapevamo che ci sarebbe stata una grande guerra con la Russia. Non abbiamo ricevuto armamenti dall'Occidente. Quello che abbiamo, lo abbiamo raccolto da soli, con contatti personali anche all'estero, per cercare di addestrare la nostra gente. Siamo partiti come volontari". Samoilenko ne ha per tutti, anche per la stampa: "Riceviamo sostegno, ma a parole, anche dai giornalisti internazionali. La cosa interessante è che siamo stati accusati di essere banditi paramilitari neonazisti e tutte queste stronzate. L'unica cosa per cui siamo radicali è la difesa della nostra terra. Abbiamo ucciso quasi 2500 soldati, più feriti di 5000, il 15% delle perdite nemiche in tutto il Paese".