Forniture militari

Leopard, i tank-fregatura all'Ucraina: cosa nascondono i tedeschi

Carlo Nicolato

Leopard o non Leopard, questo è il problema. Con buona pace degli ucraini l’invincibile carro armato tedesco, nella versione più aggiornata, ancora non si muove da Berlino e dalle altre capitali che lo posseggono, ci sono di mezzo questioni strategiche e politiche che il ministro degli Esteri Pistorius ha cercato di spiegare senza in realtà spiegare nulla. Una scelta che ha confermato l’ambigua posizione dei tedeschi nella guerra, ma che ha anche fatto sorgere il dubbio che la Germania con la scusa del “conflitto che rischia di allargarsi" non voglia in realtà mettere seriamente alla prova il fiore all’occhiello della sua produzione militare per paura di un flop.
Il Leopard II, nelle sue versioni più vecchie, non è nuovo a figuracce che gli stessi giornali tedeschi ai tempi avevano descritte come “traumatiche”. Si parla in particolare di una battaglia intercorsa nel 2016 a Al-Bab in Siria tra l’Isis e le forze armate turche in cui queste ultime, che avevano appena perso decine di vecchi tank Patton, avevano deciso di mettere in campo i Leopard 2 regolarmente acquistati da Berlino una decina di anni addietro. Si trattava per la verità dei primi Leopard 2, i 2A4, risalenti agli anni ‘80, già aggiornati più volte dai tedeschi ma non dai turchi, che le forze di Ankara utilizzarono malamente, senza la copertura necessaria, esponendoli al facile tiro del nemico. L'Isis ne distrusse 8, quattro con missili anticarro, due con mine e gli altri due con mortai o altre armi non chiare. I Leopard 2 di quella versione erano dotati di una torretta squadrata che offriva meno protezione contro i moderni missili anticarro, in particolare per l'armatura posteriore e laterale generalmente più vulnerabile.

 

 


 

 

VERSIONI MODERNE

Ovviamente le versioni più moderne del Leopard hanno ovviato a tale inconveniente, la struttura è stata rafforzata in ogni punto e molta tecnologia aggiuntiva è stata introdotta (ad esempio i sedili di sicurezza galleggianti, i sistemi di protezione attiva ecc), tanto che dove sono stati messi alla prova, in particolare in Afghanistan con i modelli 2A6M canadesi e i 2A5 danesi, si sono ben comportati e anche quando sono stati colpiti sono stati rimessi in battaglia dopo le opportune riparazioni. Il modello attuale è il 2A7V, il più avanzato carro armato del mondo insieme all’Abrams M1: molto simili per equipaggiamento, entrambi ad esempio condividono cannoni Rheinmetall da 120 millimetri, vantano mirini avanzati e sistemi di controllo che consentono un fuoco accurato in movimento e una armatura frontale praticamente imperforabile alla maggior parte dei missili anticarro e delle mine. Entrambi sono particolarmente agili e capaci di viaggiare a 70 km all’ora. Un conto però sono i dati tecnici teorici, un conto è combattere contro delle milizie di terroristi o di montanari fanatici, seppur ben armati, un altro è affrontare un esercito vero e proprio che potrebbe non aver ancora messo in campo tutte le sue reali potenzialità. La figuraccia è dietro l’angolo, al quale seguirebbe una fastidiosa idea di vulnerabilità dell’intero continente che è per la maggiorparte dotato di tali carri armati, peraltro nemmeno di ultima generazione.
In totale infatti ci sono circa 2.000 veicoli Leopard 2 sparsi in tutta Europa, a diversi livelli di prontezza, molti dei quali non lontani dai confini dell’Ucraina. È questo uno dei motivi che fanno preferire a Kiev tali tank rispetto agli Abrams che dovrebbero invece arrivare dall’America. Un altro motivo, forse quello fondamentale, è che i Leopard sono alimentati a gasolio, a differenza degli Abrams che hanno un motore da 1500 cv estremamente vorace di benzina, tanto che vengono anche chiamati “gas guzzlers”, cioè “tracannatori di benzina”. Tale differenza è sostanziale perché permette di ridurre il numero di camion di carburante (quasi la metà) necessari per supportare un battaglione.

 

 


 

 

ALTERNATIVE

Anche i modernissimi inglesi Challenger 2, già promessi da Londra a Kiev, hanno motore diesel, come del resto tutti gli altri carri armati del mondo tranne gli Abrams. E hanno anche caratteristiche non dissimili dagli altri due, ma i Leopard hanno altri due vantaggi che li fanno preferire anche all’alternativa britannica. A differenza dei Challenger i tank tedeschi sono stati progettati perché della loro manutenzione in combattimento possa occuparsi anche un semplice soldato di leva debitamente addestrato. Senza considerare che per i Leopard esiste già una linea di produzione di pezzi di ricambio che i tank britannici non hanno.