Indesiderato

Joe Biden, cacciato da casa il cane: morsi e aggressioni, un incubo

Matteo Legnani

Sarà l’atmosfera “tossica” che si respira in questi mesi a casa Biden, tra sondaggi in picchiata, accuse di corruzione, richieste di impeachment, figli rinviati a giudizio. Gli animali, si sa, percepiscono tutto. Chissà se Commander mordeva chiunque si trovasse a portata di denti, ad eccezione (pare) del presidente e della first lady, perché stressato da tutto il bailamme che si sta vivendo alla Casa Bianca? Fatto sta che il pastore tedesco di due anni, da ieri, non è più tra i residenti del 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington DC. Ad annunciarlo è stata la direttrice per le comunicazioni del presidente Biden, Elizabeth Alexander: «Commander è stato allontanato dalla Casa Bianca, mentre si stanno valutando i successivi passi da intraprendere».

Il cane del presidente era finito su tutti i giornali e le tv d’America qualche giorno fa, quando aveva aggredito, e morso, uno degli agenti dei servizi segreti che costituiscono la scorta del presidente e della first lady. Non si era trattato di un episodio isolato. Ma, addirittura, dell’undicesimo caso in due anni. A farne le spese erano stati, nelle precedenti occasioni, altri agenti del secret service oltre a un paio di membri dello staff del presidente. Nel suo messaggio, la Alexander ha sottolineato che «il presidente e la first lady tengono in modo particolare alla sicurezza di coloro che, ogni giorno, li fanno sentire protetti e li ringraziano per la pazienza che hanno dimostrato in questi due anni». Come specifica il New York Times, gli agenti non sono responsabili degli animali da compagnia che vivono con la coppia presidenziale, ma capita spesso che li incontrino mentre sono di ronda all’interno dell’edificio che ospita gli uffici del potere a stelle e strisce e la residenza del presidente e consorte o nei giardini che la circondano. In un caso pare che un agente aggredito abbia dovuto usare una sedia come scudo per impedire a Commander di saltargli addosso.

Dopo quell’incidente, la direttrice delle comunicazioni di Biden aveva attribuito il comportamento del pastore tedesco con lo stress del vivere alla Casa Bianca per un animale domestico. Ma in seguito all’ultima aggressione, la situazione è apparsa evidentemente insostenibile e i Biden hanno deciso di mandarlo a vivere altrove (anche se non è stato specificato nè dove, nè se sia ipotizzabile che possa tornare al 1600 di Pennsylvania Avenue). L’irascibile Commander non è il primo animale domestico a fare le spese della stressante vita da first pet. Prima di lui, infatti, un altro pastore tedesco di nome Major era stato mandato in esilio poco dopo che Biden si era insediato come 46esimo presidente degli Stati Uniti nel gennaio 2021. Adottato presso una associazione di volontari del Delaware (lo stato dal quale i Biden vengono), Major era stato allontanato dalla Casa Bianca nell’aprile 2021, appena tre mesi dopo l’inizio del mandato.

In quelle prime settimane di luna di miele presidenziale, a Major era stato consentito di andare libero, senza guinzaglio, per i giardini della residenza e in molti ambienti anche al di fuori dell’appartamento presidenziale, inclusa la Sala Ovale. Ma, dopo aver morsicato un impiegato e un agente dei servizi, era stato prima confinato nell’appartamento dei Biden e portato in giro solo al guinzaglio, quindi mandato a seguire un corso di addestramento della durata di alcune settimane. Tornato alla Casa Bianca, era stato definitivamente allontanato (dopo un “mandato” di nemmeno un anno) quando, nel dicembre 2021, la coppia presidenziale si era presa in casa Commander. I Biden avevano avuto un terzo pastore tedesco, Champ, che era morto sempre nel dicembre 2021, e hanno tuttora con loro una gatta di nome Willow. Che, pare, non graffi.