Follie green

Clima, ora per gli eco-fanatici pure avere figli e cani mette a rischio la Terra

Tommaso Lorenzini

Dovremmo essere tutti grati a quelle migliaia di persone che in tutto il mondo si sono messe sul petto la coccarda di ambientalisti, invece di stare a farsi i fatti loro sul divano, e hanno deciso devolvere il loro tempo a noi stolti menefreghisti, appiccicandosi perfino all’asfalto e bloccando il traffico di intere città rimediando schiaffi e calcioni, per avvisarci che stiamo sbagliando in fatto di consumi, inquinamento e salvaguardia dell’ecosistema che ci ospita e che dovrebbe continuare ad ospitare le generazioni a venire. Invece li chiamiamo cassandre e profeti di sventura (o anche peggio), li abbiamo perfino ribattezzati gretini, giocando sul nome della loro più fulgida trascinatrice, Greta Thunberg.

In effetti, ci chiediamo, ma come si fa a non solidarizzare con questi angeli del clima? Come si fa a non solidarizzare con qualcuno che dice che «chi fa più di due figli è solo un egoista» perché «i figli consumano un mucchio di risorse» e che «anche i cani sono un problema perché mangiano troppa carne»?

 

 

Durante il programma “Gb News Breakfast” sull’emittente britannica Gb News, l’attivista per l’ambiente e scrittore inglese Donnachadh McCarthy ha affermato che «ogni bambino nato in una nazione industriale come il Regno Unito crea circa 500 tonnellate di carbonio nel corso della sua vita», un impatto che «equivale a 1000 anni di elettricità per una famiglia». Peggio di una sciagura nucleare... E ha menato duro proprio sulle famiglie numerose: «Diciamolo: un figlio è fantastico, due sono sufficienti e averne tre è egoista».

McCarthy spiega che «non stiamo sostenendo la pianificazione familiare obbligatoria. Quello che stiamo dicendo è che quando le donne hanno accesso alla pianificazione familiare, al diritto al lavoro e al diritto all’istruzione, il tasso di natalità diminuisce naturalmente». Niente regime cinese, dunque, semplicemente “si stava meglio quando si stava peggio” e “viva il pauperismo tecnologico”, l’assurda filosofia che va tanto di moda fra gli estremisti del clima per i quali, in fin dei conti, lo sviluppo che ha permesso al mondo occidentale di debellare malattie endemiche e avere accesso a cibo, istruzione, sanità e allungarci la vita è una iattura.

 

 

 

Non pago, McCarthy se l’è presa anche con il cane, l’animale domestico per eccellenza di ogni famiglia, il quale rappresenterebbe un pericolo ecologico: «Ha una grande “impronta di carbonio” perché mangia molta carne». Rilanciando il ritornello dei gas serra dovuti agli allevamenti bovini, questione ridimensionata da studi scientifici, come quello pubblicato da un consesso di fisici dell’Università di Oxford il giugno scorso, secondo i quali il bilancio annuale degli ultimi dieci anni di emissioni è addirittura negativo. Ma chi è McCarthy? Sodale della prima ora della Thunberg, è uno dei padri fondatori di Extinction Rebellion, gruppo di fanatici ambientalisti autore di svariate azioni di protesta (ieri hanno “occupato” il Museo di Scienze Naturali a Torino...). Certo, fa riflettere che un sedicente paladino del pianeta Terra disprezzi così tanto le forme di vita che vorrebbe proteggere...