Dopo la tragedia rimane la rabbia di chi, come Sébastien Fanti, contesta le decisioni della Procura vallesana. L'avvocato di diverse vittime della tragedia di Capodanno a Crans-Montana non nasconde le proprie perplessità: "Per me, è un rischio aver lasciato" i gestori del Constellation, i coniugi Moretti, "in libertà. Immaginate cosa succederebbe per le vittime se queste persone lasciassero la Svizzera e non si potesse avere il processo che è dovuto ai genitori e alle famiglie delle vittime".
Dubbi e critiche vengono sollevati anche da Alain Macaluso, direttore del Centro di diritto penale dell'Università di Losanna, intervistato da Rsi. Anche lui contesta innanzitutto la scelta di aver lasciato in libertà i due gerenti Jacques e Jessica. Secondo il penalista, sarebbe stato possibile disporre un arresto provvisorio di 24-48 ore per mettere in sicurezza gli elementi di prova e prevenire eventuali occultamenti. "In casi simili andrebbero subito perquisite abitazioni e locali degli interessati, così come gli uffici del Comune", afferma. La Procura si è però difesa sostenendo che non vi fosse pericolo di fuga, di reiterazione del reato né di occultamento delle prove.
Critiche anche sulla struttura dell'inchiesta, affidata a un pool di quattro procuratrici ma guidata dalla procuratrice aggiunta Catherine Seppey, mentre Pilloud curerà la comunicazione. Per Macaluso la modalità di condurre le indagini "è contraria al codice di procedura penale" e "molto probabilmente sono audizioni che dovranno essere completamente rifatte a causa di questo". Non è finita qui visto che Macaluso contesta le ipotesi di reato: a suo avviso si dovrebbe valutare il dolo eventuale, e non solo i reati colposi, perché nuovi elementi indicherebbero che i responsabili erano consapevoli dei rischi e hanno scelto comunque di correrli. Intanto il Consiglio comunale ha ammesso "un mancato rispetto delle ispezioni periodiche" nel locale tra il 2020 e il 2025. Le ultime, compresi i controlli antincendio, hanno avuto luogo nel 2016, 2018 e 2019.