A esattamente una settimana dal rogo che la notte di Capodanno ha ucciso 40 giovani e ne ha feriti 116 nel locale Le Constellation, gli investigatori hanno acquisito tutte le immagini disponibili: telecamere interne ed esterne, ma soprattutto decine di video girati con i cellulari dai partecipanti. Inizialmente criticati per aver continuato a filmare mentre il fumo avanzava, questi filmati si rivelano ora prove decisive per ricostruire la tragedia.
Affidate a esperti dell’Università di Losanna, dell’Istituto svizzero di polizia e dell’Istituto forense di Zurigo, le registrazioni – incrociate con le testimonianze dei sopravvissuti – stanno componendo un “documentario fedele del disastro”, come lo definisce il capo della polizia cantonale Frédéric Gisler. L'analisi investigativa dei video potrebbe stravolgere il quadro delle responsabilità. Un video del Capodanno 2020 mostra bottiglie con candele pirotecniche alzate verso il soffitto fonoassorbente, mentre uno staff grida due volte "Attenzione alla schiuma!".
Prova che i gestori Jacques e Jessica Moretti sapevano del rischio da almeno cinque anni, senza interventi. Questo elemento rischia di trasformare l’accusa da omicidio colposo in dolo eventuale, con pene fino a 20 anni e possibili arresti immediati.Altri filmati immortalano l’innesco: una cameriera con casco nero, sulle spalle di un ragazzo mascherato, solleva una bottiglia luminosa che sfiora il controsoffitto, scatenando le fiamme. Subito dopo, giovani creano un “falò” unendo le candele, mentre un ragazzino tenta inutilmente di spegnerle con uno straccio.Nessuna ripresa mostra interventi del personale: niente acqua, luci accese, musica spenta o indicazioni per le uscite. Il lavoro degli esperti prosegue per selezionare le prove e ridisegnare le ipotesi di reato.