Winston Churchill diceva che «gli americani faranno sempre la cosa giusta, dopo aver esaurito tutte le alternative». Il leone d’Inghilterra aveva ragione e se guardiamo Donald Trump, il ritratto è perfetto: il presidente americano è un politico che le prova tutte, essendo consapevole della potenza americana egli confida nel fatto che tra le tante carte alla fine nel suo mazzo entrerà quella giusta, la mano che cambia tutto lo scenario. La cattura di Maduro a Caracas (e la liberazione dei primi stranieri incarcerati, tra cui l’italiano Luigi Gasperin) fanno parte di un risiko geopolitico dominato dagli Stati Uniti, dove i bersagli sono la Russia e la Cina.
Avviso alle anime belle: siamo in una nuova Guerra Fredda, il ritorno della Dottrina Monroe e all’emisfero occidentale ha una logica stringente: l’eccezionale condizione della Fortezza Americana di essere corazzata a est e a ovest dall’oceano Pacifico e dall’oceano Atlantico non risolve il problema di proteggersi a nord e a sud, dal Canada alla Groenlandia, dal confine del Messico fino alla Patagonia e all’Antartico. Quello che gli europei non vedono e non capiscono è il Nuovo Mondo che somiglia a quello vecchio, ma con una novità: la crescita esponenziale della tecnologia, a cui si associano il consumo di energia e di terre rare, i motori dell’Industria Intelligente.
L’Italia con il governo Meloni ha scelto da che parte stare, cercando un punto di equilibrio nello smarrimento delle cancellerie europee che leggono la mappa come se Parigi e Berlino fossero ancora il centro del mondo. Non lo sono. Questa è l’era della guerra e pace americana.