Centosei voti a favore, zero contro. Mercoledì sera l’Assemblea nazionale francese ha adottato all’unanimità il disegno di legge che abolisce il cosiddetto “dovere coniugale”, sancendo un principio destinato a incidere profondamente nel diritto di famiglia: il matrimonio non comporta alcun (...) obbligo sessuale tra i coniugi. Il testo, promosso dall’ecologista Marie-Charlotte Garin e dall’esponente di centrodestra Paul Cristophe, passerà ora all’esame del Senato e, salvo improbabili colpi di scena, sarà legge entro l’estate.
«Vorrei rivolgere un pensiero a tutte le donne che hanno dovuto subire violenze, che hanno subito stupri coniugali (...) contiamo su questo testo come punto di partenza affinché tutto questo finisca una volta per tutte», ha dichiarato dopo il voto la Marie-Charlotte Garin. L’obiettivo è mettere fine a un’interpretazione della giurisprudenza che, per decenni, ha consentito a giudici e avvocati di evocare l’esistenza di un presunto “dovere coniugale”, nonostante il codice civile francese non lo abbia mai esplicitamente previsto. Il codice civile francese prevede quattro obblighi in materia di matrimonio: fedeltà, assistenza materiale, sostegno e comunione di vita. Ed è proprio quest’ultima espressione ad aver generato, nel tempo, interpretazioni forzate: una parte della giurisprudenza l’ha intesa come comunione anche fisica, “di letto”. Una lettura che assimilerebbe dunque la “comunione di vita” al “dovere coniugale”.
Nel 2019 un uomo ottenne il divorzio con addebito esclusivo alla moglie perché quest’ultima aveva smesso da anni di avere rapporti sessuali con lui. Il ricorso della donna alla Corte di Cassazione, presentato l’anno successivo, fu respinto. Da lì la decisione di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che nel gennaio 2025 ha condannato la Francia, riconoscendo che la sua giurisprudenza aveva di fatto legittimato l’imposizione di rapporti sessuali sotto la minaccia di un divorzio per colpa.
«Attraverso il riconoscimento del dovere coniugale, il diritto francese ha legalizzato l’imposizione di rapporti sessuali, in questo caso sotto la minaccia di un divorzio per colpa», hanno sottolineato gli autori del disegno di legge. In cui viene specificato, invece, che la comunione di vita non sottintende nessun obbligo di intrattenere rapporti sessuali con il coniuge. Pur rappresentando un passo in avanti sulla questione del consenso, che non è negoziabile, il testo legislativo, secondo alcuni osservatori, ridefinisce il matrimonio come relazione priva di qualsiasi aspettativa corporea. Sposarsi non significa più condividere un progetto di vita che includa anche il corpo, il desiderio, la riproduzione, ma semplicemente coabitare sotto un ombrello legale, dove tutto è revocabile. Il matrimonio non è più un luogo privilegiato dell’intimità, bensì un contenitore giuridico asettico, privo di aspettative.
In una società ipersessualizzata, dove il sesso è onnipresente, nei social, nella pubblicità, nel linguaggio, nelle battaglie politiche, il matrimonio viene “svuotato” di ogni dimensione sessuale e trasformato in una convivenza come le altre. I socialisti e la sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon, leader della France insoumise, hanno tentato di eliminare anche il riferimento alla fedeltà tra i doveri coniugali, sostenendo che anche questo concetto potrebbe essere interpretato come un obbligo sessuale. Per il momento, la menzione è stata mantenuta, ma se verrà tolta anche questa cosa rimarrà del matrimonio?