CATEGORIE

Minneapolis, la mano dei comunisti cinesi dietro al caos

di Costanza Cavalli sabato 31 gennaio 2026

3' di lettura

Manifestazioni, disordini e aggressioni mirate contro le forze dell'ordine sono solo una parte delle iniziative anti-Ice che stanno attraversando gli Stati Uniti. Ieri è stato indetto uno sciopero generale sotto lo slogan: "Niente lavoro. Niente scuola. Niente shopping. Basta finanziamenti all'Ice". Oggi sarà la volta della giornata nazionale “Ice Out of Everywhere” (l'Ice via da tutto), ovvero proteste e veglie in tutti i 50 stati ea Washington DC E poi ci sono le campagne per incrinare l'infrastruttura a supporto dell'applicazione delle leggi sull'immigrazione: la più importante è la “No Housing for Ice”, che intima agli hotel di interrompere la disponibilità di alloggi agli agenti federali durante le loro operazioni.

Le persone si tempestano di telefonate gli alberghi, lasciano recensioni negative online, organizzano sit-in di fronte alle agenzie immobiliari, fanno false prenotazioni per poi cancellarle e danneggiare le strutture ricettive. Un'altra iniziativa, la “#DontServeIce” (non servire l'Ice), prende di mira attività commerciali, ristoranti, stazioni di servizio per convincerle a rifiutare il servizio agli agenti nelle loro comunità. Di più: invitare camere di commercio e associazioni imprenditoriali ad adottare impegni di non cooperazione e incoraggiare i consumatori a boicottare le aziende che hanno legami con le attività dei federali. Tutte iniziative così ben congegnate da perdere l'aura di innocente spontaneità e far pensare (male). «È innegabile che le proteste a Minneapolis siano sostenute da organizzazioni o gruppi di persone che collaborano per far sì che i cittadini si mobilitino e si impegnino in ripetuti atti di condotta criminale», ha spiegato Andrew Cherkasky, ex procuratore generale e procuratore federale militare, a Fox News.

Marcello Sorgi, paranoie su Ice: "Forse la guardia trumpiana..."

Dall’analisi politica all’allarmismo eccessivo il passo è breve. Sul caso Ice, infatti, Marcello Sorg...

La valutazione è simile a quella di un ex ufficiale della Cia, Rick de la Torre: «Tutte le prove che ho visto mi indicano che le insurrezioni sono finanziate da soggetti stranieri che vogliono vedere la violenza e gli americani che combattono tra loro». A destare qualche sospetto in più, infine, è l'intervista che il governatore del Minnesota Tim Waltz ha rilasciato alla rivista The Atlantic in cui ha descritto l'arrivo dei federali nel suo stato come una «forza occupante» e ha evocato Fort Sumter, luogo-simbolo che segnò l'inizio della Guerra Civile. Quella fu una carneficina che tra il 1861 e il 1865 si concluse con un bilancio di 620mila morti, una prova generale della Prima guerra mondiale. E vien da chiedersi se l'abbia detto per ignoranza o con malizia. Per interesse, secondo Fox News, ha certamente agito l'ex magnate della tecnologia americana Neville Roy Singham, sostenitore del Partito comunista cinese e presunto finanziatore di una moltitudine di organizzazioni note per alimentare l'estremismo di sinistra negli Stati Uniti e in tutto il mondo.

Anche a Minneapolis le organizzazioni come il Partito per il socialismo e la liberazione, People's Forum e Code Pink hanno incentivato la mobilitazione dei manifestanti e li hanno spinti a organizzarsi e scendere in piazza. I tre no profit, secondo le indagini del Congresso, sono ampiamente sovvenzionati da Singham. Settantuno anni, dal 1974 sotto la lente dell'Fbi per “attività contrarie agli interessi degli Stati Uniti”, nel 2017 ha venduto la sua società di consulenza informatica per 785 milioni di dollari e si è trasferito a Shanghai, dove si è assicurata la protezione da citazioni in giudizio da parte delle autorità statunitensi. Nel 2023 il New York Times ha raccontato dei suoi presunti legami con il Pcc e ha seguito senza successo gli oltre 250 milioni di dollari che l'informatico aveva convogliato in società fittizie (gli indirizzi degli uffici si rivelarono cassette postali) negli Usa.

L'anno scorso Singham e le organizzazioni da lui finanziate sono finite sotto sondaggio da parte di diverse commissioni del Congresso, alla Camera e al Senato. L'accusa è sempre la stessa: fornire sostegno economico a un'entità di estrema sinistra che promuovono la propaganda del Pcc spacciandola per progressismo e che, in quanto no profit, non sono tenute a presentare un rendiconto delle donazioni. Sarà un caso che i maggiori disordini siano avvenuti a Minneapolis: le relazioni del Minnesota con la Cina risalgono alla metà del XIX secolo e Walz, che da neolaureato andò a insegnare inglese nella Cina meridionale nell'estate del 1989, subito dopo le proteste di piazza Tienanmen, ha sfruttato i suoi legami con Pechino per finanziare la sua campagna elettorale nel 2019. Negli anni sono arrivati ​​nello Stato 2,7 miliardi di investimenti cinesi.

Protestano contro l'Ice, ma sono criminali

Non era acido, forse era solo acqua, forse sidro di mele. I testimoni dicono che fosse puzzolente. Per qualche istante l...

tag
minneapolis
cina
usa
donald trump

Il presidente Donald Trump, altro che matto: ridisegna l'ordine globale

Che bella sinistra Piazzapulita, Michele Serra e lo sfregio a Meloni: "Crocerossina, forse perché donna..."

Piazzapulita, tutto torna Piazzapulita, "da Rogoredo a Trump": Formigli, un surreale spot per il "No" al referendum

Ti potrebbero interessare

Donald Trump, altro che matto: ridisegna l'ordine globale

Piazzapulita, Michele Serra e lo sfregio a Meloni: "Crocerossina, forse perché donna..."

Piazzapulita, "da Rogoredo a Trump": Formigli, un surreale spot per il "No" al referendum

Otto e Mezzo, Gad Lerner: "Come usano noi ebrei". Bocchino lo fulmina

Claudio Brigliadori

Iran, esplosioni con vittime: scatta l'allarme, quando possono intervenire gli Usa

"Sono state udite esplosioni a Nowshahr, Hashtgerd e Qeshm": situazione critica in Iran, secondo quanto riferi...
Redazione

Crans-Montana, si risveglia dal coma: subito una pesantissima accusa a Jessica Moretti

Rose, 18enne sopravvissuta al rogo di Crans-Montana dove hanno perso la vita 40 persone, si è finalmente svegliat...
Redazione

Crans-Montana, quanto guadagna il sindaco Nicolas Féraud: ora tutto torna...

Perché Nicolas Féraud non si dimette? «Perché non abbandono la nave in tempesta», rispo...
Pietro Senaldi

Donald Trump, altro che matto: ridisegna l'ordine globale

Mentre il Matto furoreggia sulle prime pagine dei giornali- gli stessi secondo cui non avrebbe mai vinto le elezioni che...