Prima sconfitta per la difesa di Jacques Moretti, il gestore del bar Le Constellaton dove si è consumata la tragedia di Crans-Montana. Da quanto si apprende, è salvo il sito creato da Romain Jordan, uno degli avvocati delle vittime. Sul portale era possibile condividere foto e video legati alla strage. Ma era partito un braccio di ferro. In pratica, secondo la difesa di Moretti alcune immagini caricate sul sito - crans.merkt.ch. - potevano essere generate tramite l'intelligenza artificiale. "Il signor Romain Jordan si arroga poteri che solo l'autorità giudiziaria può rivendicare. Il Sig. Jordan afferma: ‘Per assistere le nostre indagini...’, il che dimostra che intende assumersi la responsabilità dell'accusa in questo caso”, il messaggio inviato da Patrick Michod - il legale di Moretti - alla procura di Sion.
"L'implementazione di questa piattaforma elettronica equivale a condurre un'indagine parallela senza alcuna supervisione da parte dell'investigatore capo (…) - prosegue la comunicazione -. Il metodo è ancora più sconcertante in quanto garantisce l'anonimato a tutti gli individui che inviano informazioni alla piattaforma, rendendo impossibile verificarne l'origine o garantirne l'autenticità. Nel contesto di questo caso, appare assolutamente chiaro che diversi video e fotografie potrebbero essere stati generati dall'Intelligenza Artificiale, il che costituirebbe ovviamente una falsa prova presentata al procedimento. E’ necessario ribadire ancora una volta che alcune immagini o video potrebbero essere stati facilmente falsificati”.
Così Jordan scritto una lettera alla procura: "La Procura non ha alcun motivo per vietare a una parte di intraprendere azioni volte all'acquisizione di prove (…). L'eventuale raccolta di dati da parte della piattaforma non elimina alcun elemento di prova dall'indagine. Allo stesso modo, i dati raccolti in questo modo non hanno in alcun modo maggiori probabilità di essere invalidati rispetto a quelli ottenuti da qualsiasi altra fonte e possono essere sottoposti alla stessa verifica e valutazione di qualsiasi altra prova raccolta altrove. Infine, nulla impedisce alla polizia o alla Procura di avviare un appello per la ricerca di testimoni e di creare un sito web analogo, come è stato in effetti richiesto – invano – nei primi giorni dell'indagine dal sottoscritto”.
Come riporta Repubblica, la procura ha respinto il ricorso degli avvocati di Moretti. Non saranno intraprese azioni, almeno per ora, nei confronti della piattaforma, anche se continuerà a essere monitorata.