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Milano-Cortina, Macron rosica: cosa pubblica durante la cerimonia, una provocazione ridicola

sabato 7 febbraio 2026
Milano-Cortina, Macron rosica: cosa pubblica durante la cerimonia, una provocazione ridicola

2' di lettura

Un colpo di nostalgia per Emmanuel Macron? Oppure, come molti sospettano, una clamorosa provocazione anti-italiana, proprio nelle ore in cui si celebra la cerimoni d'apertura delle Olimpiadi invernali

A San Siro, per il via ai Giochi di Milano-Cortina, il presidente francese venerdì sera non c'era. Lo staff dell'Eliseo aveva addotto una scusa poco credibile: "Altri impegni in agenda", evidentemente più importanti di quello in terra italiana. In tanti, su X, hanno esaltato l'organizzazione della cerimonia contrapponendola ironicamente ai disastrosi Giochi estivi di Parigi 2024, con la pacchiana cerimonia "woke", le devastanti polemiche sulla "blasfema" Ultima cena, per non parlare sul Villaggio olimpico e la Senna inquinata che hanno messo a forte rischio la tenuta psico-fisica e addirittura la salute degli atleti in gara.

A un anno e mezzo da quel flop in mondovisione, insomma, lo sport globale celebra l'Italia e Macron non pare averla presa benissimo. Nel momento esatto in cui sono stati dichiarati aperte le Olimpiadi di Milano-Cortina, infatti, il presidente ha postato sul suo account X un'immagine del ritratto della Gioconda a fianco a un quadro che ritrae il tema della Francia alle Olimpiadi. Sì, proprio il capolavoro di Leonardo Da Vinci che vulgata vuole essere stato "rubato" all'Italia dai cugini d'Oltralpe e che oggi è esposto al Louvre. Sotto al post, si sprecano sfottò, ironie e accuse da parte di utenti italiani, ma non solo.

Sempre su X, Macron ha scritto: "Ancora un po' nostalgici dei Giochi di Parigi... Stasera torna l'emozione. Ai nostri atleti che indossano con orgoglio i nostri colori alle Olimpiadi di Milano-Cortina, la Francia è con voi!". Nel 2030 sarà proprio la Francia a ospitare i prossimi Giochi invernali. Nel frattempo, c'è chi dice che Macron abbia dato forfait a Milano per evitare di ritrovarsi seduto a fianco del vicepresidente americano J.D. Vance, odiatissimo. Non una bella figura.