Non è la droga, né la politica filo-iraniana, né la nazionalizzazione chavista del petrolio venezuelano che sono costati a Nicolas Maduro la poltrona e la libertà. L’uomo che parla con l’anima di Hugo Chavez incarnata in un pettirosso è finito nei guai a causa del malocchio.
Nel maggio 2017, il leader indigeno di etnia Baniwa Liborio Guarulla, indossati i suoi paramenti da sciamano, tenne una conferenza stampa in cui lanciò contro Maduro, i suoi parenti e alleati, i «Dabucurí»: la maledizione degli spiriti della giungla e degli avi. «La maledizione va avanti gradualmente», spiegò, «come modo per ristabilire giustizia. Noi diciamo che non morirà senza soffrire, non morirà senza aver pagato le sue pene ed essere disprezzato da tutti».
Liborio aveva appoggiato inizialmente Chávez: era stato lui a scrivere gli articoli sugli indigeni nella Costituzione “bolivariana” e Hugo lo aveva ricompensato col governatorato dello stato di Amazonas dal 2001 al 2017. Ma poi si scontrò con Maduro che lo destituì. E Guarulla si vendicò da sciamano qual è.
L’iniziativa fu accompagnata da dichiarazioni pubbliche e immagini diffuse sui social network, che mostrarono i partecipanti riuniti in abiti tradizionali durante il rituale.
L’episodio non ebbe conseguenze istituzionali, ma venne ripreso da diversi organi di stampa come esempio dell’intreccio tra protesta politica e pratiche rituali indigene.
Sono stranezze del folklore amerindio? Non solo. In Israele si è fatto più volte ricorso a una cerimonia cabalistica nota come «pulsa di-nura», espressione aramaica traducibile come “colpo di fuoco”. Secondo la tradizione, il rito consisterebbe nell’invocazione di forze punitive contro una persona ritenuta responsabile di gravi colpe. Spesso è stata usata contro figure politiche. Tra i casi più citati quelli di due primi ministri, uno di sinistra, Yitzhak Rabin, assassinato nel 1995, e uno di destra, Ariel Sharon, colpito sei mesi dopo la “fattura” da due ictus che lo fecero entrare in coma dal quale non uscì più. Morì il 9 gennaio 2014. La pulsa di-nura era stata emessa nel luglio 2005.
Nel continente africano, poi, il ricorso ai maghi in politica è diffusissimo. In Zambia, nel 2023, due uomini sono stati arrestati e successivamente condannati con l’accusa di aver pianificato un atto di stregoneria contro il presidente Hakainde Hichilema. Secondo quanto comunicato dalle autorità giudiziarie, i due erano in possesso di oggetti ritenuti rituali, tra cui un camaleonte vivo, polveri e amuleti, che sarebbero stati utilizzati per arrecare danno al capo dello Stato. Il procedimento si è svolto sulla base di una legge di epoca coloniale che punisce l’uso dichiarato di pratiche magiche con finalità di intimidazione o danno.
Episodi analoghi sono stati segnalati anche in altri Paesi africani, dove, in occasione di elezioni o crisi politiche, vengono riportati casi di ricorso a guaritori tradizionali, amuleti o rituali di protezione. In questi contesti, tali pratiche vengono descritte come parte del tessuto culturale locale e non comportano, nella maggior parte dei casi, interventi diretti delle istituzioni.
Un precedente storico di segno diverso è ricostruito da Giorgio Galli, principale studioso di questo campo, nel volume “La politica e i maghi”. Durante la guerra civile inglese del XVII secolo, l’astrologo William Lilly assunse un ruolo pubblico rilevante. Lilly pubblicò almanacchi e opuscoli contenenti previsioni astrologiche sugli sviluppi del conflitto tra il re Carlo I e il Parlamento, indicando la probabile sconfitta delle forze realiste. I suoi scritti ebbero ampia diffusione a Londra e circolarono anche in ambienti politici e militari.
Dopo l’esecuzione di Carlo I nel 1649, Lilly fu convocato da una commissione parlamentare per chiarire se alcune delle sue previsioni, interpretate come allusioni alla morte del sovrano, fossero state redatte prima degli eventi.
L’astrologo dichiarò di averle pubblicate in anticipo e non subì sanzioni. Continuò a esercitare la propria attività anche negli anni successivi, mantenendo rapporti con esponenti del nuovo assetto politico inglese. Gli sciamani abbondano anche nella storia e nella cronaca russa: dal guaritore Rasputin agli sciamani siberiani che esercitano grande fascino su Putin (tranne quelli che lo criticano e per questo finiscono male). Malo sciamano più noto alle cronache è probabilmente Jake Angeli, noto come “QAnon Shaman” (o Sciamano di QAnon dal nome della nota teoria cospirativa). Partecipò all’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti il 6 gennaio 2021 indossando un copricapo con corna di bisonte, volto dipinto e abiti rituali, diventando una delle immagini simbolo dell’evento. Fu arrestato, processato e condannato; dopo aver scontato parte della pena, è stato graziato da Trump. Di recente ha annunciato l’intenzione di candidarsi alla carica di governatore dell’Arizona nelle elezioni di novembre come indipendente.
Ormai ha rotto con Donald, è diventato un critico dell’amministrazione repubblicana e si presenta come outsider nel suo Stato natale. Angeli ha dichiarato che la sua candidatura punta a combattere ciò che definisce “élite corrotte” e un sistema che è “in guerra” con la popolazione. Per vincere stavolta gli ci vorrà davvero un miracolo.