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Musk, cadono le balle su Elon "filo-Mosca"

Il magnate toglie l'accesso russo ai suoi satelliti: più chiaro di così...
di Corrado Ocone domenica 8 febbraio 2026

3' di lettura

Ma Elon Musk non era l’Anticristo, il simbolo stesso di un potere tecnologico e politico che sogna il dominio del mondo e che puntualmente si allea o fa il gioco dei “cattivi” e dei regimi autoritari del pianeta? Un duro colpo alla semplicistica narrazione della sinistra globale, e in particolar modo di quella italiana, è venuta ieri dalla notizia che SpaceX, l’azienda spaziale di Musk, ha interrotto, su richiesta del governo di Kiev, l’accesso ai russi a Starlink, il sistema satellitare che permetteva ai militari di Mosca al fronte di comunicare in modo preciso e sicuro.

In verità, i russi si erano procurati in modo illegale i terminali di Starlink, che sono invece in dotazione dell’Ucraina sin dall’inizio della guerra. Senza questo potente strumento, l’azione russa di penetrazione nel territorio ucraino risulta ora pesantemente indebolita e l’offensiva è destinata a rallentarein maniera significativa. Musk ha anche fatto in modo che i terminali di Starlink che superano una certa soglia di velocità perché installati sui droni siano automaticamente disattivati. Ma non ci era stato raccontato che Musk, pur di impinguare ail suo già ricco portafoglio, era disposto a tutto? E non ci era stato pure detto che l’establishment trumpiano, di cui Musk continua a far parte nonostante tutto, pur di non contraddire Mosca era disposto a umiliare Kiev e ancor più gli storici alleati europei? I quali, d’altro canto, alla prova dei fatti fanno poco e soprattutto non hanno in mano quelle carte che ha il potere tecnologico americano, cresciuto a dismisura proprio mentre da noi si faceva del tutto per disincentivare la ricerca e l’innovazione scientifica da cui è nato un sistema di satelliti per le comunicazioni così capillare quale è Starlink. Con questo, ovviamente, non vogliamo dire che Musk sia un coerente campione della libertà, né che la sua azione, come quella di Trump, sia esente da critiche o priva di contraddizioni.

Qui si vuole solo portare alla riflessione il fatto che la storia non è lineare; che non è possibile dividere in maniera netta i “buoni” dai “cattivi”; che quasi sempre sono proprio i “cattivi”, cioè gli anticonformisti, a portare avanti, a modo loro, quelle istanze etico-politiche che estendono la libertà e il benessere dei popoli. Si vuole dire che le complicazioni psicologiche e del carattere quasi si annullano di fronte alle concrete opere e realizzazioni di certe personalità.

Hegel parlava di «individui cosmico-storici» riferendosi proprio a quegli uomini che compaiono a un certo punto sulla terra e che, pur non presentando aspetti e caratteri encomiabili, rappresentano, con tutte le complicazioni del caso, lo spirito del loro tempo e si fanno interpreti di un cambiamento ormai maturo. Quando incrociò Napoleone, Hegel disse che aveva visto passare lo «spirito del mondo a cavallo». Ovviamente, noi possiamo, e anzi dobbiamo, fare a meno di ogni visione provvidenzialistica della storia. Ciò che però non può essere alienato è la comprensione della realtà, il senso della storia, la sua complessità. A ben vedere oggi l’ideologia e la cultura mainstream fanno analisi e danno giudizi sempre prematuri, semplificati, banali, conformisti. In questo caso l’ideologia e il “pensiero breve” vanno a braccetto. Il caso di Musk è significativo.

Quel che si può dire è che il giudizio degli storici sull’uomo sarà sicuramente molto più complesso, articolato, e forse finanche positivo, di quel che la narrazione comune tende oggi ad accreditare.

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