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Scandalo Epstein, addio all'impunità di nobili e laburisti

A cadere ora sono ciò che ancora rimane dell’aristocrazia inglese e di primissimo ordine: il Fratello del Re Carlo d’Inghilterra, Andrea, e Lord Peter Mandelson, eminenza grigia del Labour party
di Giulio Sapelli mercoledì 25 febbraio 2026

4' di lettura

Un grande finanziere viene arrestato per quelli che un tempo avremmo definito atti contro la morale e che oggi - dopo l’era del me-too - non sappiamo più come indicare, se non come offese contro la persona, sia essa femminile sia essa maschile. In questo caso si tratta di donne ed è enorme il fatto che per un paio di decine di anni un sempre più folto gruppo di esponenti delle classi agiate e delle élite del potere del capitalismo anglo sferico - che domina il mondo e quindi si dirama ovunque nel globo - abbiano trattato centinaia di donne come oggetti, godendo altresì dei passaggi di un aereo personale del finanziere suddetto che, per non sbagliare, aveva il nome di Lolita. Anche chi non ha mai letto Vladimir Nabokov (ed è la maggior parte di coloro che oggi discettano del suddetto caso) sa che cosa vuol dire.

Orbene: ciò che oggi rende tutto il mondo disarmato dinanzi all’orrore, non è tanto lo stupro di massa in sé che la vicenda di fatto racconta ma che esso si accompagni- dopo la morte per sospetto suicidio del suddetto finanziere che certamente era molto ricco ed era sicuramente una spia, maestra nel doppio gioco nel mondo post guerra fredda - che si accompagni, dicevo, ad arresti clamorosi. O meglio che i molti, gli stessi ai quali facevo cenno prima, considerano tali. Perché? Perché si era convinti tutti che l’impunità a peccatori di tal genere sarebbe stata garantita ad oltranza. Era ciò che pensavano anche i peccatori... scusate, io adotto un termine desueto: dovrei dire i colpevoli. A cadere ora sono ciò che ancora rimane dell’aristocrazia inglese e di primissimo ordine: il Fratello del Re Carlo d’Inghilterra, Andrea, e Lord Peter Mandelson, eminenza grigia (principe delle tenebre, i fantasiosi tabloid inglesi lo chiamavano...) del Labour party e della stessa concertazione internazionale di quel capitalismo anglosferico a cui facevo cenno.

Mandelson è un campione del politically correct anche nella vita privata e non solo in quella pubblica. E svolse un ruolo importantissimo. Fu Lui, con Gordon Brown e soprattutto il giovane prodigio Tony Blair, a trasformare in politica attiva di governo la “Terza via” teorizzata da Anthony Giddens, il quale sosteneva che fosse necessaria la fine del socialismo tradizionale e qualsiasi ideologia politica che includesse la gestione e pianificazione economica. Per assicurare democrazia e crescita economica era necessario solo il libero mercato dispiegato e non più l’economia mista, di cui la Gran Bretagna era stata un modello internazionale.

Ma Peter Mandelson e Tony Blair furono colpiti sulla via di Damasco del liberismo in economia non con gli studi e riflettendo sul crollo dell’URSS. Non sarebbe stato snob. Lo divennero solo quando ritornarono da un viaggio nella lontana Australia, dove tali teorie s’erano già tradotte in pratica all’inizio degli anni Ottanta, quando governavano Paul Keating, leader dell’Australian Labor Party e Bob Hawke, leader storico delle Trade Unions e di fatto capo della Magistratura del Lavoro che accentrava allora sudi sé vasti poteri nella regolazione dei conflitti industriali.

Governavano sia con la mano sinistra (con la liberalizzazione che smantellava le imprese pubbliche) sia con la mano destra (che estendeva le assicurazioni sanitarie e le coperture infortunistiche), dando vita a un inedito modello di regolazione sociale tra Stato e mercato che riuscì ad abbattere l’inflazione. Ero ospite dell’Università di Sidney in quegli anni - durante gli inverni degli antipodi- e sentii infiniti racconti di quella storica visita da parte dei colleghi dell’Università di Sidney dove insegnavo Storia economica mondiale.

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Bob Hawke può ben dirsi il maestro di Tony Blair e in ogni caso il lascito dell’esperimento australiano sul New Labor fu immenso. E grandissima fu la capacità di Mandelson di trasformare le formule sociologiche di Giddens in atti politici, in quel continuo ruolo di consigliere neppure troppo occulto ch’egli esercitò durante e oltre i trent’anni. Mandelson si porta con sé un’immensità di segreti: molti di più di quelli del Principe Andrea che mi pare sia avvezzo più a dissiparli, i segreti, che non a farli circolare per aumentare il potere e la ricchezza che produce a sua volta altro potere.

Quello che colpisce di tutta la vicenda è l’impunità di cui tutti coloro che facevano parte della combriccola viaggiante di Lolita erano convinti di avere. In fondo gli unti dal Signore, come i Re, credevano di essere Loro, non Re Carlo- che, però, non poteva non essere informato - il quale si è comportato come un cittadino qualsiasi come vorremmo sempre essere noi, perché siamo rispettosi della Legge: unico Re a cui ci inchiniamo, monarchici o repubblicani, di destra odi sinistra.

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