"Non potete farmi questo. Io sono il secondo figlio della regina Elisabetta": queste sarebbero state le parole dell'ex principe Andrea quando i poliziotti inglesi lo hanno arrestato la settimana scorsa per i suoi rapporti con il finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein. Lo rivelano indiscrezioni riferite ai tabloid. Il suo tentativo di salvarsi dalle manette, però, non è andato a buon fine: l'ex duca di York sarebbe stato trattenuto per 11 ore dalla polizia di Thames Valley nella stazione di Aylsham, nel Norfolk, prima di essere rilasciato.
Nel frattempo, gli inquirenti starebbero continuando a indagare sulle mail che Andrea, in qualità di inviato per il commercio del governo britannico, avrebbe girato all'amico Epstein, dandogli informazioni riservate. E non solo: si starebbe anche continuando a perquisire sia le attuali che le vecchie residenze di Andrea, incluso il Royal Lodge da cui è stato sfrattato da re Carlo qualche settimana fa. Proprio il sovrano, secondo il Sun, avrebbe messo a disposizione della polizia “tutti i documenti di Buckingham Palace inerenti ad Andrea per facilitare le indagini”.
Al momento, comunque, le indagini appaiono complesse nonostante la cooperazione attiva dell’ex primo ministro Gordon Brown. Uno degli ultimi sospetti è che Andrea abbia usato addirittura aerei della Raf, l’aeronautica britannica, per incontrare Epstein. A indagare anche Scotland Yard insieme ad altri otto corpi di polizia del Regno.