La guerra, mossa da Usa e Israele all'Iran, si sta espandendo in tutto il Medio Oriente. Una situazione difficilissima, il mondo sull'orlo del caos, ammesso che quel confine non sia già stato superato. Nella giornata di oggi, mercoledì 4 marzo, un missile balistico iraniano è stato lanciato in direzione della Turchia, venendo neutralizzato prima che arrivasse al suo obiettivo. Dunque l'affondamento di una nave da guerra iraniana in Sri Lanka, colpita da un sottomarino Usa, oltre 80 le vittime.
Sta accadendo di tutto. E su quanto sta accadendo, e potrebbe accadere, fa il punto il generale Marcello Bellacicco, alle spalle missioni Onu e Nato in Mozambico, Angola, Rwanda, Balcani e Afghanistan. Intervistato dal Messaggero, Bellacicco parte dal missile lanciato contro il territori turco, ricordando come Ankara avesse condannato l'attacco Usa ad Israele. Uno strano missile, dunque. Un razzo che, per una serie di ragione, il generale ritiene potesse "essere diretto contro una delle basi americane presenti sul territorio turco. Tra queste, c’è anche quella di Incirlik, che ha un deposito di testate nucleari".
Nelle ultime ore, Donald Trump ha sostenuto pubblicamente che Teheran non ha più capacità militari. Quando chiedono a Bellacicco cosa pensa di queste parole, ecco che il generale risponde: "Senza polemiche, ma facendo riferimento ai mesi scorsi, si può dire che Trump ci ha ormai abituato alle dichiarazioni roboanti, la cui concretezza si è poi rivelata inferiore alle aspettative", così in premessa.
"Sulla situazione delle forze iraniane abbiamo già detto, però mi preme sottolineare un aspetto che è bene non sottovalutare - riprende Bellacicco puntando i riflettori su uno strano episodio avvenuto negli States -. Quando il Pentagono ha presentato al presidente le opzioni di attacco, il generale Dan Caine, che è il Capo dello Stato Maggiore Congiunto, ha evidenziato le sue preoccupazioni in merito a tutta questa faccenda, sottolineando in particolare l'usura degli assetti aerei e navali e il livello delle scorte, soprattutto di missili", ricorda il graduato.
"È inusuale che valutazioni di questo genere arrivino poi ai media, come successo, per cui, a mio parere, tutto questo potrebbe essere sintomatico della reale situazione delle forze Usa. Ecco, forse il presidente Trump farebbe bene a dare un'occhiata un po' più attenta ai suoi di militari, perché non sono numeri di borsa", conclude Bellacicco. Come stanno, davvero, le cose?