Nuovo giorno di guerra in Medio Oriente. Gli Usa attaccano l'Iran in mare con l'affondamento a largo dello Sri Lanka di una nave militare di Teheran. le forze del regime rispondono con attacchi nello stretto di Hormuz, mentre in queste ore vengono smentite le voci di una possibile offensiva di terra da parte di milizie curde. Qui di seguito la cronaca della giornata
Ore 13.55 - Reza Pahlavi: “Chiunque sarà nominato Guida Suprema è illegittimo”
"Chiunque venga nominato, che si tratti di Mojtaba o Hassan, sarà privo di legittimità e sarà complice del passato insanguinato di questo regime e dei suoi leader criminali, Khomeini e Khamenei". Lo scrive su X Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià dell'Iran. "Il regime della Repubblica Islamica al collasso non ha alcuna legittimità. L'unica alternativa legittima a questo regime è il Sistema di Transizione, il cui quadro vi è stato comunicato attraverso il Manuale della Fase di Emergenza dell'Iran Prosperity Project, le cui componenti saranno introdotte gradualmente
Ore 13.44 - Il coordinamento di Italia, Francia e Grecia sull'invio di mezzi militari a Cipro
Francia, Italia e Grecia coordineranno il dispiegamento di mezzi militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale. Questa la decisione presa dai tre paesi europei nel contesto del conflitto in Medio Oriente, riferita da fonti dell'Eliseo, dopo una telefonata di "solidarieta' europea" del presidente Emmanuel Macron al presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni e al primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis. "Hanno concordato di coordinare il dispiegamento di mezzi militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale e di collaborare per garantire la liberta' di navigazione nel Mar Rosso", hanno aggiunto le stesse fonti della presidenza francese. Il presidente Macron ha annunciato martedi' il dispiegamento della portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo, nonche' il dispiegamento della fregata multimissione Languedoc e di mezzi antiaerei a Cipro. Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha annunciato oggi che l'Italia, insieme a Spagna, Francia e Paesi Bassi, inviera' nei prossimi giorni mezzi navali per difendere Cipro in seguito all'attacco con droni iraniani a una base britannica sull'isola. Lunedi' Atene ha inviato a Cipro due fregate e caccia F-16.
Ore 13.24 - Tel Aviv, fortissime esplosioni
Esplosioni "fortissime, infernali" udite in pieno centro a Tel Aviv: lo conferma l'Ansa, direttamente dalla città israeliana.
Ore 13.19 - Teheran, distrutto lo stadio Azadi
Lo stadio Azadi di Teheran, palcoscenico per partite di calcio internazionali, "è stato distrutto" durante gli attacchi sul Paese, secondo quanto riportato dall'emittente statale iraniana Irib. La stessa emittente ha pubblicato un filmato che mostra ingenti danni allo stadio, con nuvole di fumo che si alzano dagli spalti.
Ore 13.12 - Meloni sente Macron e Mitsotakis sull'invio di risorse a Cipro
"In uno spirito di solidarietà europea, il presidente della Repubblica (Emmanuel Macron, ndr) ha preso l'iniziativa questa mattina di convocare il primo ministro italiano, Giorgia Meloni, e il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis": lo ha appreso Le Figaro da fonti vicine a Emmanuel Macron. "Hanno concordato di coordinare il dispiegamento di risorse militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale e di collaborare per garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso", ha aggiunto la stessa fonte.
Ore 12.36 - Meloni sente Macron
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. I due leader hanno discusso le implicazioni del conflitto in Iran sia sul quadro regionale mediorientale che a livello globale, concentrandosi in particolare sull’impatto delle ostilità sulla libertà di navigazione. Il Presidente Meloni e il Presidente Macron hanno anche ribadito il comune impegno per sostenere le Nazioni del Golfo colpite dagli ingiustificabili attacchi iraniani e la sicurezza di Cipro e a evitare un’escalation militare in Libano.
I due leader hanno concordato di mantenersi in stretto contatto sull’evoluzione della crisi.
Ore 12.07 - Cipro, allarme di sicurezza nella base inglese durante la visita del ministro della Difesa
Cipro ha diffuso un allarme per la sicurezza a seguito di minacce nei pressi della base della Raf ad Akrotiri. Lo riporta Sky news Uk precisando che poco dopo che l'incidente per la sicurezza nella base si sarebbe concluso. L'allarme è scattato mentre nell'isola è in visita il ministro della Difesa britannico, John Healey, per alleggerire le tensioni diplomatiche provocate dal lancio di droni contro la base britannica a Cipro nei giorni scorsi
Ore 11.51 - Qatar: “Siamo sotto attacco, antiaerea in azione”
Il Qatar è sotto attacco iraniano, ma la difesa antimissile sta respingendo l'offensiva. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa del Qatar mentre forti esplosioni risuonano su Doha e si vedono colonne di fumo sopra la città. "Lo Stato del Qatar è stato oggetto di un attacco missilistico", ha affermato il ministero in una nota, "I sistemi di difesa aerea lo stanno intercettando"
Ore 11.10 - La mossa di Parigi
La Francia ha autorizzato gli aerei statunitensi a utilizzare alcune delle sue basi in Medio Oriente. Lo hanno riferito le forze armate francesi.
Ore 10.40 - Le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump
Trump: "Quando i pazzi hanno l'atomica succedono cose brutte"
Ore 10.10 - Media: “Droni iraniani contro aeroporto in Azerbaigian”
L'Iran ha lanciato attacchi con droni sull'aeroporto internazionale di Nakhchivan, nell'omonima exclave dell'Azerbaigian. Lo riferisce l'agenzia governativa azera Apa, aggiungendo che altri droni sono caduti "in altri luoghi" del Paese, senza fornire ulteriori dettagli. Video sul posto mostrano ingenti danni e colonne di fumo nero
Ore 9.07 - A Ciampino rientrati 192 italiani
Questa notte all'aeroporto di Ciampino sono rientrati 192 cittadini italiani a bordo di due voli dagli Emirati, uno da Abu Dhabi e uno da Dubai. Lo riferiscono fonti della Farnesina spiegando che 96 connazionali viaggiavano a bordo di un volo partito da Abu Dhabi e altrettanti da Dubai
Ore 8.44 - Pasdaran: “Colpita una petroliera Usa nel golfo Persico, è in fiamme”
I Guardiani della rivoluzione iraniana, i Pasdaran, hanno rivendicato di aver colpito una petroliera americana nel Golfo Persico settentrionale. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars affermando che la petroliera è in fiamme. "Le nostre forze navali hanno colpito una petroliera americana nel Golfo Persico settentrionale e attualmente è in fiamme", affermano i Pasdaran. Non vengono forniti ulteriori dettagli, ma in precedenza l'agenzia britannica Ukmto aveva riferito di una "grande esplosione" su una petroliera attraccata al largo del Kuwait con perdita di greggio in mare.
Ore 7.58 - L’Iran: “Rispettiamo la Turchia, nessun lancio di missili”
L’Iran nega di non aver lanciato nessun missile contro la Turchia (l’episodio è accaduto ieri) e afferma di rispettare la sovranità di Ankara.
Ore 6.35 - Media: “Israele ha ucciso un leader di Hamas”
Secondo quanto riportato da alcuni media libanesi Israeleavrebbe ucciso “un leader di Hamas”. Durante le prime ore del mattino l’Idf ha bombardato i quartieri meridionali di Beirut, mentre un attacco separato a un edificio residenziale nel nord del Libano ha causato – secondo i media locali e l’agenzia di stampa statale – almeno due morti e un ferito.
Ore 6.15 - La Cina sospende le esportazioni di benzina e diesel
La Cina ha chiesto ai suoi principali raffinatori di sospendere le esportazioni di diesel e benzina, secondo quanto riporta Bloomberg, perché la guerra in Medio Oriente rappresenta un rischio di carenze di approvvigionamento. L'attuale blocco del traffico marittimo nello stretto di Hormuz, altamente strategico, rappresenta una minaccia per l'approvvigionamento energetico del colosso asiatico, che dipende fortemente dal petrolio greggio di questa regione
Ore 4.44 - Missili iraniani su Israele. Libano ancora colpito
L'Iran ha lanciato altri missili contro Israele, innescando l’allarme in diverse aree, inclusa Tel Aviv. A Gerusalemme si sono sentite esplosioni dopo l’avvertimento delle forze dell’ordine di correre nei rifugi, ma i servizi di emergenza israeliani hanno dichiarato che al momento non ci sono vittime. In Libano un attacco aereo dell’Idf ha colpito la roccaforte di Hezbollah nel sud di Beirut
Ore 2.38 - Il Canada: “Non esclusa partecipazione alla guerra”
Il primo ministro canadese Mark Carney ha dichiarato che non può escludere la partecipazione militare del suo Paese all'escalation della guerra in Medio Oriente. "Non si può mai escludere categoricamente la partecipazione", ha detto a Canberra insieme al suo omologo australiano, Anthony Albanese. "Resteremo al fianco dei nostri alleati" ha aggiunto poi lo stesso Carney, che in un primo momento aveva definito gli attacchi di Usa e Israele all'Iran "incompatibili con il diritto internazionale".
Ore 1.57 - Israele: “Per noi e gli Usa vittorie storiche”
Israele e Stati Uniti hanno ottenuto "vittorie storiche" nella loro guerra contro l'Iran. La portavoce del premier Benjamin Netanyahu, Shosh Bedrosian, ha detto che gli attacchi iniziati il 28 febbraio erano necessari perché Teheran aveva ripreso i piani per costruire una bomba nucleare in bunker sotterranei e c’erano indicazioni dell'intenzione di "attaccare Israele e le forze statunitensi in Medio Oriente. Israele e gli Stati Uniti – si è aggiunto – hanno insieme ottenuto vittorie storiche nella protezione dei nostri cittadini e del mondo civilizzato".
Ore 1.05 - L’Iran minaccia di colpire l’impianto nucleare di Dimona
L'Iran – come riportano alcuni media locali – prenderà di mira l'impianto nucleare israeliano di Dimona se Tel Aviv e gli Stati Uniti cercheranno di ottenere un cambio di regime a Teheran. L’avvertimento è stato lanciato da un alto funzionario militare iraniano.
Ore 00.07 - I curdi smentiscono l’offensiva via terra
Nessun curdo iracheno ha attraversato il confine con l'Iran. Aziz Ahmad, vice capo dell'ufficio del primo ministro del Kurdistan, ha smentito su X le voci, lanciate dai media statunitensi, secondo cui sarebbe iniziata un'offensiva di terra con un certo numero di combattenti: "È completamente falso". Anche un comandante del Partito Komala ha smentito, all'emittente Rudaw, l'entrata in territorio iraniano: "Siamo pronti a ogni eventualità e siamo vigili, ma finora in nessun modo alcuna nostra forza si è recata nel Kurdistan orientale. Le notizie diffuse non sono vere".