"Noi stiamo bene. Ma si sente forte il rumore dei missili e dei jet che volano. Proprio l’altro giorno un missile è stato intercettato di fronte alla finestra della nostra camera. Ci troviamo a 30 minuti da Downtown dove ci sono state le esplosione più grandi. Quando è stato attaccato il consolato americano che sta qui a due passi abbiamo sentito davvero di tutto".
A parlare sono Sara T. e Andrea B., due cittadini romani che si trovano a Dubai per una tappa di lavoro. E che vorrebbero fare ritorno in Italia. Ma da quando è scoppiata la guerra in Iran, stanno vivendo un vero e proprio incubo. I due hanno smentito che gli Emirati Arabi stiano coprendo le spese degli stranieri rimasti bloccati nel loro Paese. "Le spese ce le stiamo coprendo da soli. È una voce totalmente inventata ve lo possiamo assicurare", hanno spiegato.
Ma non finisce qui. Stando alla loro versione sembra proprio che gli hotel stiano approfittando della delicata situazione per speculare sui loro clienti rimasti bloccati a Dubai. "Noi ci troviamo in una catena d’albergo di tutto rispetto, la Nikki beach resort&spa - hanno raccontato -. Quando abbiamo dovuto estendere per forza di cose la prenotazione a un’ora dal check out, ci hanno detto che ci avrebbero aumentato il prezzo e cambiato camera perché c’erano prenotazioni dall’esterno. Hanno lucrato e alzato i prezzi a migliaia di euro a notte, altrimenti ci avrebbero sbattuto fuori. Lo hanno fatto con tutti gli italiani che sono qui. Ci siamo rivolti a un tour operator italiano che ha trovato una soluzione. La mia azienda si sta occupando di inviare dei charter che possa aiutare tutti quelli che sono qui".