La tensione nel Golfo è palpabile. Gli Stati Uniti, con Donald Trump, hanno lanciato un nuovo ultimatum: o l’Iran riapre lo Stretto di Hormuz subito, oppure rischia bombardamenti massicci. Teheran ha rifiutato la proposta di tregua e risposto con una controproposta, accusando Washington di minacce e retorica aggressiva. Cosa dobbiamo aspettarci? È ciò che ci si è chiesto anche nell’ultima puntata di Quarta Repubblica, talk di approfondimento di Rete4 condotto da Nicola Porro.
In collegamento proprio dagli States, tra gli ospiti, c’è Edward Luttwak, economista, politologo e saggista, ma soprattutto consulente strategico del governo americano. Luttwak fa il punto: “Non credo che il regime iraniano è rafforzato. Il regime, avendo armi automatiche e disposto a usarle, rimane al potere. Dal 1920, Trotsky è il mio testimone, con le armi automatiche l'insurrezione non funziona. Niente presa della Bastiglia con le armi automatiche. Questo non è cambiato né in bene né in male. Prima di tutto, questa guerra, dal punto di vista israeliano, punta a ridurre il numero di missili. Perché loro avevano accumulato questi missili molto grossolani, molto primitivi, però che pesano fino a 20 tonnellate ciascuno. Ne avevano accumulati 1500. L'hanno fatto con i fondi che servivano per fornire l'acqua alle città iraniane e che usano un altro tipo di acciaio, ma comunque acciaio. E quindi, come ha avvertito il Presidente iraniano, se non piove molto Teheran dovrà essere evacuata. Queste le parole del Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, Masoud Pezeshkian. Comunque, dal punto di vista israeliano, la prima cosa è ridurre i missili che minacciavano di cancellare Israele se li lanciavano tutti insieme e questo obiettivo è stato raggiunto. Dal punto di vista americano, l'obiettivo adesso è cambiato, perché si tratta di riaprire lo stretto di Hormuz”.
Teheran ha chiesto il cessate il fuoco agli Usa e lo stesso Pezeshkian ha scritto una lettera agli Usa qualche giorno fa, accusando Israele di manipolare gli americani: "Non è forse evidente che Israele ora mira a combattere l'Iran fino all'ultimo soldato americano e all'ultimo dollaro del contribuente americano, scaricando il peso delle sue illusioni sull'Iran, sulla regione e sugli stessi Stati Uniti, perseguendo interessi illegittimi?”.