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Guerra di Medio Oriente, la giornata. Iran: "Non rinunciamo ai nostri diritti", e accusa Israele: "Ostacola il negoziato con gli Usa"

sabato 11 aprile 2026

7' di lettura

Prosegue la guerra in Medio Oriente mossa da Usa e Israele contro l'Iran. Nella notte tra martedì e mercoledì, Iran e Usa hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco di due settimane, anche se gli attacchi di Israele al Libano non si ferman: l'obiettivo è "estirpare Hezbollah". Prosegue lo stallo allo stretto di Hormuz, che resta chiuso. Le delegazioni di Usa e Iran hanno raggiunto Islamabad, in Pakistan, dove si tengono i colloqui per il cessate il fuoco.

Teheran, non rinunceremo ai nostri diritti nei colloqui con Usa
La portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani, ha dichiarato che l'Iran terrà colloqui con gli Stati Uniti, pur rimanendo pronto a ricorrere alla difesa. "Non rinunceremo ai nostri diritti", ha aggiunto. "Non ci fidiamo dell'altra parte e pertanto la delegazione iraniana affronterà i negoziati con la massima cautela", ha concluso, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.

Iraq, drone contro diplomatici Usa durante partenza di Kittleson
Un drone si è schiantato vicino a un gruppo di diplomatici statunitensi all'interno dell'aeroporto di Baghdad. E' accaduto mentre accompagnavano la giornalista americana Shelly Kittleson liberata dopo un breve sequestro da parte delle milizie filoiraniane. Lo ha riferito un alto funzionario della sicurezza irachena spiegando così le ragioni della convocazione due giorni fa dell'ambasciatore iracheno a Washington al quale il Dipartimento di Stato ha espresso "ferma condanna" degli attacchi perpetrati da gruppi filo-iraniani contro interessi statunitensi, "inclusa l'imboscata dell'8 aprile contro i diplomatici statunitensi a Baghdad". Secondo un funzionario iracheno, "il centro di supporto diplomatico è stato preso di mira mercoledì da tre droni". "Uno di questi è precipitato ad almeno 50 metri da una squadra diplomatica che accompagnava la giornalista americana". Kittleson era stata rilasciata il giorno prima dal gruppo filo-iraniano Kataeb Hezbollah, una settimana dopo il suo rapimento a Baghdad. L'attacco ha ritardato di alcune ore la sua partenza dall'Iraq.

Premier Pakistan incontra Vance: “I colloqui sono iniziati”
I colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti sono iniziati. Lo ha annunciato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif dopo aver incontrato a Islamabad il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance. "Con l'inizio odierno dei colloqui di Islamabad, il primo ministro del Pakistan, Muhammad Shehbaz Sharif, ha avuto un incontro con Sua Eccellenza JD Vance, Vice Presidente degli Stati Uniti d'America", si legge nella dichiarazione "il primo ministro ha ribadito che il Pakistan intende continuare a facilitare il lavoro di entrambe le parti per compiere progressi verso una pace duratura nella regione".

Teheran: "Israele ostacola il negoziato con gli Usa"
Israele ostacola il negoziato tra Iran e Stati Uniti. A denunciarlo è una fonte citata dall'agenzia iraniana Tasnim e che partecipa ai colloqui di Islamabad. Secondo la fonte dalla scorsa notte, immediatamente dopo il suo arrivo, la delegazione iraniana è impegnata in "intense consultazioni" e "diversi cicli di colloqui" con funzionari pakistani "per garantire che la parte americana rispetti i propri impegni". La fonte ha assicurato che "sono stati fatti alcuni progressi in tal senso", ma accusa "Israele e Netanyahu di continuare a ostacolare i lavori e a cercare di impedire che si tengano negoziati e si raggiunga un accordo".

Dialogo Iran-Usa, incontri senza precedenti dalla rivoluzione del 1979
I colloqui diplomatici tra Stati Uniti e Iran in corso a Islamabad rappresentano il livello più alto di confronto tra Teheran e Washington dalla Rivoluzione islamica del 1979, come sottolineato da diversi media internazionali. Si tratta inoltre dei primi negoziati ufficiali diretti dal 2015, anno in cui venne siglato l’accordo sul programma nucleare iraniano, ricorda Al Jazeera. Intesa poi revocata nel 2018 dall’allora presidente Donald Trump durante il suo primo mandato. Nello stesso anno, la Guida Suprema iraniana di allora, l’ayatollah Ali Khamenei, aveva imposto il divieto di ulteriori trattative dirette. Khamenei è stato ucciso all’inizio della guerra, sei settimane fa, in un attacco attribuito a Stati Uniti e Israele.

Fonti: Mojtaba Khamenei ferito gravemente e ancora sotto cure
La nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, sarebbe rimasta gravemente ferita e sfigurata nell’attacco del 28 febbraio, risultando tuttora in cura per lesioni significative al volto e agli arti inferiori. Lo riferiscono alla Reuters tre fonti vicine al leader, rimaste anonime. Secondo le stesse fonti, il 56enne starebbe recuperando dalle ferite riportate al viso e a una o entrambe le gambe, mantenendo però piena lucidità mentale. Mojtaba Khamenei parteciperebbe alle riunioni con alti funzionari tramite collegamenti audio e continuerebbe a prendere parte alle decisioni cruciali, inclusi i temi legati alla guerra e ai negoziati con Washington. Resta tuttavia aperta la questione sulla sua effettiva capacità di guidare il Paese in un momento particolarmente delicato per Teheran, mentre proprio oggi si aprono a Islamabad colloqui di pace ad alto rischio con gli Stati Uniti. Nell’attacco aereo condotto da Usa e Israele contro il complesso della Guida Suprema a Teheran, il 28 febbraio, è morto l’ayatollah Ali Khamenei, padre dell’attuale leader. Le informazioni sulle condizioni di Mojtaba non sono state verificate in modo indipendente e Reuters non ne conferma l’attendibilità.

Drone militare Usa perde le tracce nello Stretto di Hormuz
Un drone da ricognizione MQ-4C Triton della Marina statunitense, tra i più costosi in dotazione agli Stati Uniti, è scomparso il 9 aprile mentre sorvolava lo Stretto di Hormuz. Il velivolo, che volava a circa 52.000 piedi, ha perso il segnale del transponder una volta sceso sotto i 10.000 piedi, secondo quanto riportato da Forbes sulla base dei dati del sistema FlightRadar. Al momento non vi è alcuna conferma ufficiale sull’accaduto: non è chiaro se il drone sia precipitato, sia stato colpito da un missile iraniano oppure sia riuscito a rientrare alla base. Il Triton è un mezzo di grandi dimensioni, con un’apertura alare superiore a quella di un Boeing 737. Sempre secondo Forbes, ciascun esemplare avrebbe un costo stimato intorno ai 400 milioni di dollari.

Iran: possibile via libera ai colloqui se accolte le condizioni di Teheran
La delegazione iraniana in visita a Islamabad, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, incontrerà oggi alle 13 ora locale (le 10 in Italia) il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Al centro del confronto ci saranno i prossimi negoziati tra Iran e Stati Uniti per mettere fine alla guerra. Secondo quanto riferito dall'agenzia Tasnim, se Washington accetterà le condizioni poste da Teheran, i colloqui potrebbero svolgersi domenica pomeriggio all'hotel Serena della capitale pakistana. Nella serata di ieri la delegazione ha inoltre avuto un incontro con il capo di stato maggiore dell'esercito pakistano, Asim Munir.

Cnn: "Per l'intelligence Usa Pechino pronta a fornire armi a Teheran"
La Cina starebbe preparando l'invio di nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran nelle prossime settimane. È quanto riporta Cnn citando tre fonti dell'intelligence statunitense. Secondo l'emittente, Teheran potrebbe sfruttare l'attuale tregua per rafforzare le proprie scorte militari. Due fonti indicano inoltre che Pechino potrebbe utilizzare un Paese terzo per il trasferimento delle armi. Tuttavia, un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington ha smentito queste ricostruzioni dichiarando: "La Cina non ha mai fornito armi a nessuna delle parti coinvolte nei conflitti: queste informazioni sono false". La notizia viene interpretata da Cnn come potenzialmente provocatoria, soprattutto alla luce del ruolo dichiarato da Pechino nella mediazione del fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. Intanto, il presidente Donald Trump dovrebbe recarsi in Cina all'inizio del prossimo mese per incontrare il leader Xi Jinping.

Delegazione americana arrivata a Islamabad per i negoziati
È atterrata a Islamabad anche la delegazione statunitense impegnata nei colloqui con l'Iran. Secondo il New York Times, il vicepresidente Vance è giunto alla base aerea di Nur Khan intorno alle 10:30 ora locale (le 7:30 in Italia), dove è stato accolto da funzionari pakistani. Ad accoglierlo anche un bambino che gli ha consegnato un mazzo di fiori, mentre una guardia d'onore lo accompagnava lungo il tappeto rosso. Witkoff e Kushner, già arrivati separatamente in Pakistan, lo attendevano al termine della cerimonia di benvenuto.

Nyt: difficoltà iraniane nella riapertura dello Stretto di Hormuz
L'Iran non sarebbe in grado di individuare e rimuovere le mine navali nello Stretto di Hormuz, né di ripristinare la normale navigazione. Lo riporta il New York Times citando fonti dell'amministrazione statunitense. Secondo queste valutazioni, Teheran non è riuscita a riaprire lo stretto proprio per l'incapacità di gestire gli ordigni posizionati in precedenza. Anche qualora le mine venissero individuate, l'Iran non disporrebbe delle capacità necessarie per neutralizzarle. Una situazione che rischia di complicare ulteriormente i negoziati in corso a Islamabad, mentre Washington spinge per un aumento del traffico marittimo nell'area.

Wsj: Teheran mantiene un ampio arsenale di missili balistici
Nonostante i danni subiti, l'Iran dispone ancora di migliaia di missili balistici e potrebbe tornare a utilizzarli recuperando lanciatori nascosti in installazioni sotterranee. È quanto scrive il Wall Street Journal citando funzionari statunitensi. Circa la metà dei sistemi di lancio sarebbe stata distrutta o danneggiata, ma molti potrebbero essere ripristinati. Secondo fonti americane e israeliane, anche se le scorte attuali sono inferiori rispetto al periodo precedente al conflitto, Teheran conserva comunque un significativo arsenale di missili a corto e medio raggio pronti all'impiego. Alcuni funzionari temono inoltre che il cessate il fuoco possa offrire all'Iran l'opportunità di rafforzare nuovamente le proprie capacità missilistiche.

Colloqui Iran-Usa: possibile slittamento dell'avvio nel pomeriggio
I negoziati tra Iran e Stati Uniti a Islamabad potrebbero iniziare più tardi del previsto. Secondo l'agenzia iraniana Tasnim, l'avvio sarebbe stato rinviato al pomeriggio. La notizia è stata rilanciata anche dall'agenzia Mehr su X. Sempre secondo Mehr, le delegazioni dei due Paesi dovrebbero prima incontrare separatamente il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Solo successivamente prenderà il via la fase principale dei colloqui indiretti.

Accoglienza ufficiale a Islamabad per la delegazione iraniana
La delegazione iraniana arrivata a Islamabad è stata ricevuta da numerose autorità pakistane, tra cui il vice primo ministro e ministro degli Esteri Ishaq Dar, il presidente dell'Assemblea nazionale Sardar Ayaz Sadiq, il capo di stato maggiore dell'esercito Syed Asim Munir e il ministro dell'Interno Syed Mohsin Raza Naqvi. Lo rende noto il ministero degli Esteri pakistano. La missione è guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e include il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Secondo i media statali iraniani, fanno parte della delegazione anche l'ambasciatore in Pakistan Reza Amiri Moghadam, il responsabile della sicurezza Ali Akbar Ahmadian, il suo vice Ali Bagheri Kani, il rettore dell'Università della difesa nazionale Esmaeil Ahmadi Moghadam, il governatore della Banca centrale Naser Hemati, oltre a diversi vice ministri degli Esteri e altri funzionari e rappresentanti istituzionali.

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