"Male non fare, paura non avere". È questo il leitmotiv caro a Giorgia Meloni nelle ore di maretta con gli Stati Uniti. Dopo gli attacchi di Donald Trump, il premier non intende rimanere con le mani in mano. Motivo per cui ha deciso di ritoccare la propria agenda: non si collegherà più da Roma con l'Eliseo per la riunione convocata da Emmanuel Macron, ma volerà direttamente a Parigi. Un faccia a faccia - riferisce Il Messaggero - che in gergo diplomatico viene definito il formato E4 - Italia, Francia, Inghilterra e Germania - in stretto coordinamento, da un mese a questa parte, sulla crisi deflagrata in Medio Oriente. Una riunione tecnica, dunque, per pianificare le modalità di coordinamento di un eventuale intervento di sminamento delle acque dello Stretto a cui anche l'Italia potrebbe prendere parte.
Ma solo a guerra finita. Un concetto chiaro a tutti i leader che si vedranno a Parigi, perché mandare navi e dragamine ora vorrebbe dire "entrare mani e piedi nel conflitto", sostengono da Palazzo Chigi.
Non è tutto, perché per il presidente del Consiglio volare a Parigi è anche un modo di dimostrare "che è sul pezzo, lasciandosi alle spalle le critiche del tycoon", osservano alcuni fedelissimi. D'altronde, "lei su questo conflitto ha dato il massimo". Ed è per questo che, sempre stando al quotidiano romano, Meloni non intende alzare la cornetta nell'immediato.
E il sentiment degli italiani sembra darle ragione. Un sondaggio di Youtrend per Skytg24 parla di una bocciatura quasi unanime sull'operato del presidente americano in Medio Oriente. Insomma, il 79 per cento degli intervistati dà ragione a Meloni. Mentre il 47 per cento degli italiani ritiene che il governo avrebbe dovuto prendere una posizione più netta contro Usa e Israele sull'attacco in Iran.