Vladimir Solovyov torna sugli attacchi a Giorgia Meloni. Tra questi il "puta-Meloni" detto in diretta sulla tv di Stato russo, di cui lui è conduttore. Per lui "se ci si riferisce alla parola in spagnolo, o in italiano, vuol dire una cosa; se, invece, si considera la lingua russa put***a è in realtà putanitsa, che significa confusione, non sapere di quel che si parla, quel che intendevo è che Meloni è confusa". Intervistato dal Fatto Quotidiano, la voce vicina a Vladimir Putin ribadisce di non doversi scusare. Il motivo? "Penso che prima di scusarmi io, vi dovreste scusare voi per quel che è stato fatto in questi anni, come europei avete perso il rispetto della vostra Storia". La sua critica nasce dal fatto che la presidente del Consiglio non starebbe facendo "quel che è meglio per gli italiani".
Il giornalista russo attacca dunque anche la classe dirigente europea affermando che "i leader europei sono senza memoria, sono come farfalle, non ricordano il passato, i russi ricordano bene cos'hanno fatto gli italiani mandati da Mussolini in Donbass" e aggiunge che "l'Italia non la vedo più al centro della mappa d'Europa come quando c'era il Signor Berlusconi, oggi siete in mano alla burocrazia europea".
E sulla questione Ucraina si dice certo che "risolvere la guerra è semplice: l'esercito ucraino deve ritirarsi dal Donbass, smettere di uccidere i russi e stabilire di essere uno Stato neutrale". Nel conflitto "l'esercito russo è attento al collateral damage, potevamo infliggere molte più vittime, ma state attenti: le nostre armi migliori le conserviamo per gli europei casomai ci attaccassero". In ogni caso il giornalista smentisce mire espansionistiche russe verso l'Occidente chiedendo provocatoriamente: "Perché mai dovremmo invadervi? Non certo per le vostre donne, le vostre materie prime che non avete, o la vostra tecnologia che importate dalla Cina". Infine, sulla situazione in Medio Oriente, esprime delusione per il governo israeliano sostenendo che "i massacri contro i palestinesi avrebbero dovuto aprire gli occhi ai vostri leader che invece sono bloccati nel doppio standard" e conclude rivendicando il suo ruolo di comunicatore poiché "propaganda viene dal latino ciò che deve esser diffuso, è il mio lavoro, ed è anche per questo che voglio ricordare alla Signora Meloni cosa è stato fatto agli ebrei in Italia".