Ci sono due nomi che non compaiono nei documenti ufficiali e un dettaglio mai comunicato alle autorità maldiviane: l’immersione in grotta. È questo il punto centrale dell’inchiesta sulla tragedia costata la vita a un gruppo di sub italiani alle Maldive. A parlare è Mohamed Hussain Shareef, portavoce del presidente maldiviano Mohamed Muizzu, che mostra i permessi concessi al team dell’Università di Genova. Nei documenti, però, mancano i nomi di Gianluca Benedetti e Giorgia Sommacal, figlia della professoressa Monica Montefalcone.
E, soprattutto, non compare alcun riferimento alla grotta dove il gruppo si è immerso prima che tutto precipitasse. Una spedizione estrema che è costata la vita anche al soccorritore Mohamed Mahudhee, definito dalle autorità “un soldato che ha fatto ciò che riteneva il proprio dovere”, spiega al Corriere. Shareef non nasconde i dubbi sulle condizioni dell’immersione. “La professoressa Montefalcone, come la maggior parte del suo team, era una subacquea più che esperta”, spiega.
Ma aggiunge che “le correnti, la mancanza di visibilità, il disorientamento, il meteo” possono avere avuto un ruolo decisivo. “Nel periodo del monsone di sud-ovest le correnti sono molto forti e il tempo può cambiare rapidamente”. Il governo maldiviano conferma che il team aveva ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie per le ricerche scientifiche sui coralli. “Il team dell’Università di Genova conduce ricerche annuali da almeno quattro anni alle Maldive. Avevano i permessi necessari”. Anche per superare i 30 metri previsti per le immersioni ricreative. “I ricercatori possono proporre immersioni più profonde”, chiarisce Shareef. Il problema, però, è un altro: “La loro proposta di ricerca, a quanto mi risulta, non faceva menzione dell’immersione in grotta”. Secondo il portavoce non ci sarebbero violazioni legali, ma resta il fatto che le autorità non erano state informate. “Noi, come governo, non sapevamo che avrebbero fatto un’immersione in grotta”. Intanto, emerge un altro fronte. “La barca è un’altra storia”, dice Shareef. “C’erano dei problemi con la sua licenza turistica”. Intanto la missione dei sub finlandesi ha dato esito: sono stati individuati i corpi dei 4 sub italiani.