Il Presidente degli Stati Uniti ha detto ai giornalisti: "Stiamo liberando Cuba". La dichiarazione è stata fatta da Donald Trump alla Joint Base Andrews, poche ore dopo l'annuncio da parte del dipartimento di Giustizia di aver incriminato l'ex Presidente cubano Raul Castro.
Il 94enne fratello di Fidel Castro contiene accuse relative all'abbattimento, avvenuto nel 1996, di due aerei civili appartenenti all'organizzazione cubano-americana in esilio "Fratelli al Soccorso". Raúl Castro, all'epoca ministro della Difesa, avrebbe ordinato l'attacco, in cui persero la vita quattro persone, tra cui tre cittadini americani.
"Non ci sarà escalation, non penso che sia necessario che ci sia", precisa Trump rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se l'incriminazione di Castro farà salire ulteriormente la tensione tra Washington e l'Avana. Il presidente ha affermato che Cuba sta "crollando, è un disastro, hanno praticamente perso il controllo, hanno veramente perso il controllo di Cuba", ha ripetuto riferendosi al governo cubano. Da mesi lo stesso Trump parla apertamente di una possibile "annessione" dell'isola agli Stati Uniti.
L'incriminazione da parte degli Stati Uniti è una "mossa politica priva di fondamento giuridico", ha affermato su X il leader cubano Miguel Diaz-Canel secondo cui appunto le accuse mirano ad "aggiungere al fascicolo che stanno inventando per giustificare la follia di un'aggressione militare contro Cuba".