Una bomba sulla famiglia reale inglese, una bomba innescata ancora una volta dal principe Andrea e dagli scandali sessuali che lo hanno coinvolto. Emerge infatti che i Windsor lo avrebbero coperto per sei anni, con tutte le conseguenze che una circostanza del genere, se confermata, potrebbe avere per i reali.
Al centro delle nuove rivelazioni ci sono circa 30mila email che Buckingham Palace avrebbe ricevuto già nel 2020 e che, secondo quanto emerso, sarebbero state tenute ben lontante dall'attenzione pubblica. I documenti sarebbero stati consegnati al Lord Ciambellano, la più alta autorità amministrativa al servizio della Corona, da un uomo d'affari legato ad Andrea. Da allora, però, il materiale non sarebbe mai stato divulgato.
La vicenda è stata riportata dalla Bbc, che parla di un possibile insabbiamento di elementi potenzialmente compromettenti per l'ex duca di York. Le comunicazioni conterrebbero dettagli sulle attività svolte da Andrea quando ricopriva il ruolo di rappresentante britannico per il commercio estero. Secondo indiscrezioni pubblicate dal Daily Telegraph, alcune email riguarderebbero la condivisione di informazioni riservate con l'imprenditore Jonathan Rowland, il cui padre David aveva acquisito una banca islandese.
Nella ricostruzione emerge anche il nome di Sarah Ferguson. L'ex moglie di Andrea, con cui il principe ha mantenuto uno stretto rapporto dopo il divorzio, avrebbe ottenuto un prestito proprio dalla banca riconducibile alla famiglia Rowland. Un elemento che alimenta i sospetti degli investigatori. Tra le ipotesi al vaglio di Scotland Yard c'è infatti quella di uno scambio di favori: informazioni privilegiate sulle decisioni del governo britannico in cambio di vantaggi economici. Un filone investigativo che si inserisce nell'inchiesta culminata, secondo quanto riferito, con l'arresto di Andrea nel febbraio scorso.
Le rivelazioni aprono però un altro fronte: cosa sapeva realmente Buckingham Palace e perché quelle email sarebbero rimaste segrete per anni. Mentre re Carlo ha progressivamente preso le distanze dal fratello, privandolo anche del titolo di principe, il sospetto che la macchina della monarchia abbia contribuito a proteggerlo rischia di travolgere l'intera istituzione. La deputata laburista Rachael Maksell ha chiesto un'indagine ufficiale sul sistema che avrebbe consentito tale protezione: "Il potere deve rispondere delle proprie azioni, l'abuso della legge non può restare impunito". Nemmeno quando riguarda la famiglia reale.