Svolta in Medio Oriente. Donald Trump ha annunciato il raggiungimento di un accordo di pace tra gli Stati Uniti e l'Iran. Ci sarebbe anche la "firma digitale" sull'intesa. "Questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell'intera regione. Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l'Iran, ma tutti hanno fallito prima di me. Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente in grado di aiutarli a conseguire una pace reale", ha dichiarato Trump. L'Iran, da par suo frena: "Nessuna intesa definitiva". Trump ha poi assicurato che lo stretto di Hormuz verrà completamente riaperto entro venerdì. Dunque Netanyahu, che si affranca dall'intesa, bollandola come "scelta di Trump" e aggiungendo che per Israele "la sfida continua".
Netanyahu: "Abbiamo evitato una minaccia mortale, ma la sfida continua"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rivendicato l'azione condotta contro l'Iran, sostenendo che sia stata decisiva per la sicurezza dello Stato ebraico. Durante una conferenza stampa, il leader israeliano ha affermato: "La cosa più importante è che abbiamo salvato Israele da una minaccia esistenziale e imminente perché l'Iran stava correndo all'armamento nucleare e stava seppellendo sotto terra i missili. Se non avessimo agito quando abbiamo agito, con i nostri amici americani, tutti voi che ascoltate sareste stati sotto minaccia imminente di morte. E ora abbiamo allontanato per anni questa minaccia. È questo che abbiamo ottenuto. Ma non è finita qui. Dobbiamo continuare a difenderci".
Netanyahu: "L'intesa con Teheran è una scelta di Trump"
Israele continua a seguire una propria linea strategica nonostante il dialogo avviato tra Washington e Teheran. Lo ha sottolineato il premier Benjamin Netanyahu nel corso di una conferenza stampa, dichiarando: "L'accordo con l'Iran è stato concluso da Trump ed è una sua decisione, noi abbiamo i nostri interessi particolari". Netanyahu ha poi evidenziato il rapporto con il presidente degli Stati Uniti, spiegando che Donald Trump "è un amico e sostenitore ma a volte abbiamo opinioni divergenti".
Pezeshkian: "Nessuna intesa definitiva, l'Iran non si piegherà"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha commentato il memorandum d'intesa sottoscritto digitalmente da Iran e Stati Uniti, invitando alla prudenza sugli sviluppi futuri. In un messaggio pubblicato su X, il capo dello Stato ha dichiarato: "Quanto concordato rappresenta un passo importante per fermare la guerra e avviare i negoziati, anche se un accordo definitivo deve ancora essere raggiunto". Pezeshkian ha poi ribadito la posizione di Teheran: "La Repubblica Islamica dell'Iran è pronta a tutte le opzioni, e il focus del governo, con o senza accordo, è servire con onestà il popolo". Infine ha aggiunto: "La nazione iraniana ha imparato dal suo Imam martire (l'ayatollah Ali Khamenei, ndr) a non sottomettersi all'umiliazione".
Trump: "Nessun alleggerimento delle sanzioni contro l'Iran"
L'intesa raggiunta con Teheran non comporta modifiche al regime sanzionatorio statunitense. Lo ha precisato il presidente americano Donald Trump durante il colloquio bilaterale con il presidente francese Emmanuel Macron. Trump ha affermato: "È davvero una questione di comportamento. Se fanno quello che devono fare...", lasciando intendere che eventuali cambiamenti dipenderanno dalle future mosse iraniane.
Trump assicura: "Hormuz tornerà pienamente operativo entro venerdì"
A margine dell'incontro con Emmanuel Macron durante il vertice del G7 in corso a Evian, Donald Trump ha affrontato anche il tema della navigazione nello Stretto di Hormuz. Il presidente statunitense ha dichiarato che "lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto venerdì", prospettando un rapido ritorno alla normalità in una delle rotte marittime più strategiche del mondo.
Axios: firma digitale sul memorandum tra Washington e Teheran
Il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran sarebbe stato formalizzato attraverso una firma digitale apposta dai principali rappresentanti delle due delegazioni. Secondo quanto riferito da una fonte americana al sito Axios, per la parte statunitense hanno firmato il presidente Donald Trump e il vicepresidente J.D. Vance, mentre per Teheran il documento è stato sottoscritto dal capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf.
Il commento di Giorgia Meloni
"Nella notte abbiamo già espresso, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, il nostro forte apprezzamento per il memorandum d'intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore. Un grazie sentito va a tutti i mediatori, e in particolare al Qatar e al Pakistan, che hanno reso possibile questa intesa - il commento di Giorgia Meloni -. Si tratta di un'occasione di pace che va colta". E ancora: "Teheran non può dotarsi di arma nucleare, libertà navigazione va garantita. L'Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo. I principi sono chiari: l'Iran non può dotarsi dell'arma nucleare e la libertà di navigazione deve essere garantita - ha proseguito la presidente del Consiglio -. Siamo pronti, insieme agli altri partner e fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz".
Teheran: "A Hormuz tariffe sospese solo per 60 giorni"
Nell'accordo raggiunto fra Usa e Iran si afferma che l'Iran accetterà il passaggio gratuito delle navi per “soli” 60 giorni. “Questo principio è ribadito in altre parti del testo. L'Iran accetterà il passaggio delle navi senza addebito solo per 60 giorni. Ciò significa che gli Stati Uniti hanno accettato il principio della riscossione dei diritti, assicurandosi dall'Iran solo un'esenzione di 60 giorni”, ha affermato una fonte all'agenzia stampa Fars. La fonte ha inoltre dichiarato che, dopo il periodo di 60 giorni, la Repubblica Islamica dell'Iran intende generare entrate dal traffico marittimo commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz fornendo servizi di sicurezza, navigazione, ambientali e assicurativi, utilizzando i proventi per sostenere lo sviluppo economico del Paese. La fonte ha concluso sottolineando l'importanza della cooperazione dell'Oman, che condivide il controllo dello Stretto di Hormuz, affermando che sono state condotte le necessarie trattative per assicurarsi il sostegno dell'Oman all'accordo.