L’iniziativa popolare “No a una Svizzera da 10 milioni!”, volta a irrigidire i criteri di accoglienza per i richiedenti asilo e i ricongiungimenti familiari e promossa dall’Unione democratica di centro (Udc), non ha convinto la maggioranza degli svizzeri. Secondo i risultati definitivi diffusi dall’istituto demoscopico gfs.bern, ieri il popolo elvetico ha bocciato la proposta del partito della destra conservatrice con il 54,8 per cento dei voti contrari. L’affluenza è stata del 58,9 per cento. I risultati più netti a favore del “No” registrati nei cantoni urbani di Basilea, Neuchatel e Ginevra.
Il “Sì” ha vinto nei cantoni tedeschi e in Ticino L’iniziativa mirava a introdurre nella Costituzione federale un obiettivo demografico preciso: se la popolazione avesse superato i 9,5 milioni di abitanti prima del 2050, come indicato dalle proiezioni, il governo sarebbe dovuto intervenire per inasprire le regole in materia di immigrazione. Dopo una fase iniziale di campagna caratterizzata da un sostanziale equilibrio tra campo favorevole e contrario, il fronte del “no” ha progressivamente guadagnato terreno. E le urne hanno confermato la tendenza. I partiti di sinistra, i liberali e i Verdi hanno interpretato il risultato come una conferma del sostegno della popolazione a una Svizzera aperta e inserita nel contesto europeo.
I PROGRESSISTI ESULTANO
«Il popolo svizzero ha mandato un segnale di stabilità, apertura e affidabilità», ha dichiarato il consigliere federale socialista Beat Jans. Per il co-presidente del Partito socialista Cédric Wermuth, il voto dimostra che una maggioranza dell’elettorato non condivide l’idea di attribuire all’immigrazione la responsabilità dei problemi del Paese. «Molte persone ne hanno fin sopra i capelli di sentire che i migranti sono responsabili di tutto», ha detto Wermiuth. Per il co-presidente del Partito liberale radicale (Plr) Benjamin Mühlemann, il Paese sarebbe stato «praticamente dilaniato» se l’iniziativa fosse passata. Uno dei temi dominanti della campagna è stato il possibile impatto dell’iniziativa sulle relazioni tra Svizzera e Unione europea. Il Consiglio federale aveva avvertito che un’eventuale uscita dagli accordi europei in materia di asilo, come il sistema di Dublino, avrebbe comportato un aumento delle domande d’asilo trattate dalla Svizzera e costi supplementari per le finanze pubbliche.
L’Udc, dal canto suo, ha deplorato la sconfitta, sostenendo tuttavia che l’esito delle urne dimostra come una parte consistente della popolazione condivida le sue preoccupazioni sulla crescita demografica. Secondo il partito della destra conservatrice, l’iniziativa avrebbe favorito uno sviluppo demografico più sostenibile e contribuito a contenere l’urbanizzazione e la costruzione di nuove infrastrutture: problemi quali la carenza di alloggi, la pressione sui trasporti e le difficoltà del sistema d’asilo continueranno a occupare un posto centrale nel dibattito politico. «I problemi legati all’immigrazione incontrollata persisteranno», ha affermato il partito in un comunicato.
POPOLAZIONE IN AUMENTO
Dal 2002 a oggi la popolazione svizzera è passata da 7,3 milioni di abitanti ai 9,1 milioni attuali, in ragione del rapido aumento dei residenti stranieri. Molti di loro provengono da Paesi dell’Unione europea e sono persone con elevate qualifiche professionali, attratte da lavori retribuiti meglio che altrove. Ma secondo l’Udc e gli altri sostenitori dell’iniziativa, la presenza così consistente di persone straniere va a svantaggio degli svizzeri. Diversi osservatori e osservatrici hanno paragonato l’iniziativa dell’Udc all’uscita del Regno Unito dall’Ue. La Brexit non prevedeva alcun limite numerico alla popolazione. Tuttavia, come l’iniziativa dell’Udc, aveva tra i suoi obiettivi una maggiore autonomia nella gestione della politica migratoria. Dopo il referendum del 2016, l’immigrazione verso la Gran Bretagna proveniente dai Paesi Ue è diminuita, mentre è aumentata quella dai Paesi terzi. Nello stesso periodo sono cresciute le richieste d’asilo e gli arrivi irregolari via mare, sebbene tali sviluppi siano stati influenzati da numerosi fattori internazionali. Alcuni analisti ritengono che una limitazione della libera circolazione potrebbe produrre in Svizzera effetti analoghi sulle migrazioni. Per ora, la “Brexit svizzera” è stata soltanto sfiorata.