«Sono sempre pronto a morire per la Polonia, mai però a viverci». La frase, di fama mondiale a Varsavia, è stata attribuita nel corso della storia a Stanislaw Lec e Stanislao Leczinski, a Norman Davies, a Norwid e a Gombrowicz. La frase migra perché tutti la riconoscono come vera.
È un proverbio collettivo, e forse nasce davvero da un detto popolare, alla ricerca di un padre nobile. Ma di tutti i candidati alla paternità, Józef Pilsudski è il più pittoresco: il maresciallo che unificò la Polonia dopo 123 annidi spartizioni, che sconfisse l’Armata Rossa, che nel 1926 prese il potere con un colpo di Stato e lo tenne fino alla morte. Era nato in Lituania, aveva trascorso anni in un carcere tedesco e al confino in Siberia, era tornato a costruire uno Stato che non esisteva. Aveva vissuto perla Polonia, dunque, non solo dichiarato di volerci morire. Eppure il sarcasmo della frase gli si addice: sapeva meglio di chiunque quanto fosse difficile abitare davvero quella nazione. Lasciò scritto: naród wspanialy, tylko ludzie kurwy — una nazione magnifica, solo la gente è miserabile. Kurwy è il plurale di kurwa, (“zoccola” come direbbero a Napoli) ma è un insulto così diffuso che va bene anche per i maschi: «mascalzoni, bastardi».
*** Shane MacGowan nacque nel Kent per caso (i genitori irlandesi erano in visita da parenti inglesi) e trascorse i primissimi anni a Carney Commons, contea di Tipperary, Eire. Poi a sei anni seguì i suoi quando emigrarono a Londra, e quello strappo lo portò nel corpo per il resto della vita: raccontava di aver pianto per anni ogni notte pensando all’Irlanda. Per decenni fu il prototipo del London Irish: irlandese dentro, inglese sul passaporto, per il resto ubriaco. Le canzoni dei Pogues erano cronache dell’emigrazione forzata, del conflitto nordirlandese, della nostalgia come condizione permanente. Il suo giudizio sull’Irlanda era ambivalente ma non ironico. MacGowan era consapevole di idealizzare una patria che non aveva vissuto pienamente dall’interno: «Chi cresce in Irlanda fino ai vent’anni lo senti sempre maledire la Chiesa, la mentalità ristretta, il sadismo... Io ho avuto solo momenti felici». Arrivò a confessare: «Mi sono sempre sentito in colpa perché non ho dato la mia vita per l’Irlanda. Mi vergognavo di non aver avuto il coraggio di unirmi all’IRA; i Pogues erano il mio modo di superare quella colpa». Nel 2000 tornò a Carney Commons: «Resterò qui per il resto della mia vita. Questo è sempre stata la mia vera casa». Morì lì, il 30 novembre 2023. Carlo Ginzburg ha scritto di recente che il Paese al quale si appartiene non è quello che si ama ma quello di cui ci si vergogna. Lo storico sarà anche il solito trombone sinistrorso ma ha ragione: Pilsduski lo sapeva, McGowan no: altrimenti avrebbe dovuto ammettere di essere un inglese.