Il militare russo Aleksandr Lunin, famoso per i suoi video social, chiede un colloquio pubblico, in diretta tv, al presidente russo Vladimir Putin, minacciando “conseguenze molto gravi”, come l’ammutinamento, con “le forze militari che useranno le loro armi contro la presidenza”, se l'incontro venisse negato. Lo ha detto in un filmato pubblicato sul suo account Instagram. Lunin, in particolare, si è offerto di spiegare allo zar “tutta la verità su quello che sta accadendo nel nostro Paese in questo momento”, a partire da “decine, centinaia, migliaia” di soldati che “stanno marcendo nelle celle sotterranee, torturati e costretti a subire abusi per essersi rifiutati di seguire ordini stupidi e suicidi”. Qualcuno sarebbe stato punito per essersi rifiutato di dare il proprio denaro ai comandanti.
Lunin ha precisato che il suo non è un bluff e che se dovesse capitare qualcosa di brutto a lui o alla sua famiglia, “sarà il segnale perché l’azione inizi, sarà il via libera per un tritacarne” in Russia. “Io sto trasmettendo un messaggio, niente di più. Non sono il leader di una ribellione – ha aggiunto -. Si sono rivolti a me per una semplice ragione: perché non posso essere preso”. Infine, Lunin ha chiarito di non essere arrabbiato con il Cremlino, ma con i blogger favorevoli alla guerra in Ucraina.
Il soldato ha fatto sapere, inoltre, di aver scelto di registrare il video dopo essere stato avvicinato da tre uomini in un’auto nera, del ministero della Difesa e degli Interni, che gli hanno chiesto di trasmettere il messaggio al capo del Cremlino. Ormai al fronte Lunin è considerato quasi come un influencer: da marzo ha pubblicato su Instagram più di 700 video, tutti inviatigli dai militari.