Tre giorni fa la Russia ha abbattuto un Mig-29 ucraino durante un raid nella zona di Poltava. Un evento che, già di per sé, è molto raro, considerando che i duelli tra caccia non sono per niente comuni nel conflitto russo-ucraino. Ma a rendere l'accaduto ancora più unico è stata la distanza dalla quale il Sukhoi Su-35S Flanker-E avrebbe colpito il mezzo nemico: ben 190 chilometri. Un record assoluto, reso possibile da un missile aria-aria R37M, un'arma a lunghissimo raggio capace di raggiungere bersagli anche a 350 chilometri.
Si tratta di un episodio che descrive molto bene le nuove dimensioni della guerra area che, grazie alla progettazione e alla costruzione di caccia sempre più sofisticati, vede di giorno in giorno aumentare sempre di più le distanze dei duelli. Lo si è visto, come riporta Repubblica, nel breve conflitto tra India e Pakistan del maggio 2025. Un modernissimo Rafale indiano è stato abbattuto da un caccia JC10 C usando un missile PL15, entrambi di produzione cinese: alcune fonti sostengono che lo scontro sarebbe avvenuto a duecento chilometri di distanza, altre l’hanno poi ridotta a 180 chilometri.
Avere dati precisi sulle capacità degli arsenali è pressoché impossibile, data la riservatezza dei Paesi a riguardo. Quello che però è certo è che le battaglie nei cieli stanno rapidamente cambiando. Stando sempre a quanto riportato da Repubblica, nell’ottobre 2022, un Sukhoi SU 27 ucraino è stato distrutto da un missile che ha percorso 217 chilometri. Gli Stati Uniti, che al momento disporrebbero di intercettori accreditati di una portata di "soli" 160 chilometri, non vogliono certamente rimanere indietro e starebbero ordinando in quantità il nuovo e segretissimo AIM-260, capace di essere letale a trecento chilometri di distanza. La sfida per il dominio dei cieli continua.