Mykhailo Fedorov, appena 34enne, da inizio anno è ministro della Difesa dell’Ucraina dopo aver lasciato la poltrona dalla Trasformazione Digitale alla Difesa. Con lui alla guida del dicastero, le sorti della guerra con la Russia sono profondamente cambiate: gli attacchi con droni alle infrastrutture energetiche russe stanno creando una grave carenza di carburanti: anche ieri code ai distributori in tutta la Russia. Il Cremlino valuta se bloccare le esportazioni. Un caso? Ovviamente no, se c’era un momento in cui l’Ucraina avrebbe dovuto soccombere definitivamente è proprio l’inverno scorso, quando tutto sembrava giocare a favore di Mosca, compreso lo scoppio della guerra in Iran. Ma è anche e soprattutto grazie a Fedorov che le cose non sono andate nella direzione opposta, è grazie alla sua intraprendenza e alle sue competenze tecnologiche che hanno fatto di lui uno degli uomini di punta del programma «sciame di droni» che si è prodotta una delle più clamorose svolte in ambito militare viste negli ultimi decenni. Quando assunse l’incarico disse genericamente che il suo compito era quello di riformare il sistema, promuovere una nuova cultura di leadership e fiducia sradicando menzogne e corruzione.
Ma l’obiettivo che gli diede Zelensky era ovviamente soprattutto militare, quello di fermare il nemico con la forza rafforzando in particolare «gli attacchi asimmetrici e cibernetici contro la sua economia», rendendo di fatto insostenibile il costo della guerra per la Russia. Un obiettivo centrato in pieno, proprio come quella raffineria alla periferia di Mosca il cui “tappo” è simbolicamente saltato in aria svelando un inferno di fiamme e fumo. Nato nel 1991 a Vasylivka, a un’ora di macchina da Zaporizhzhya, quando ha iniziato la sua carriera politica nel 2014 tentando di entrare in Parlamento, Fedorov aveva appena 23 anni. Vantava però già una laurea in management, varia esperienza nel campo tecnologico e la fondazione di un’agenzia digitale. La svolta arrivò quando nel 2019 diventò responsabile della comunicazione in digitale del candidato Zelensky, poi eletto a sorpresa in un’atmosfera che sembrava volgere le relazioni con Mosca per il meglio. Niente di più sbagliato, la storia degli anni successivi la sappiamo, ma nel frattempo il nostro assunse il ruolo di consigliere di Zelensky prima di essere eletto alla Verkhovna Rada nelle file del partito Servitore del Popolo.
Nel giro di poche ore fu nominato vice primo ministro e divenne il più giovane ministro nella storia dell'Ucraina, guidando il neonato ministero della Trasformazione Digitale. In tempo di pace Fedorov si distinse subito per il suo ruolo in quello che lui stesso ha definito «lo Stato in uno smartphone», con la creazione nel 2020 dell’app Diia che ha portato una serie di servizi governativi direttamente sui telefoni dei cittadini. Sotto la guida di Fedorov il ministero ha promosso numerosi progetti, ma è il lancio di Brave1 nel 2023 che ha di fatto cambiato le sorti del suo Paese. L’idea di fondo è stata quella di creare una piattaforma di coordinamento che riunisse tutti gli attori del settore tecnologico della difesa in Ucraina, fornendo supporto organizzativo, informativo e finanziario per accelerare lo sviluppo di progetti di difesa innovativi. È nell’ambito di questo progetto che il programma «sciame di droni» prende vigore, con lo sviluppo di tecnologie sempre più avanzate che sono diventate punto di riferimento anche per gli alleati occidentali e non solo.
«È stato Fedorov a dare il via alla creazione di Brave1 e a coinvolgere specialisti capaci di costruire un ecosistema di tecnologia per la difesa efficace e dinamico» ha detto il portavoce di Airlogix, uno dei principali produttori di droni in Ucraina. In questo periodo Fedorov diventa anche il principale referente di Elon Musk in Ucraina, ma il suo successo comincia a creare tensioni all’interno del governo, attirandogli in particolare le antipatie di Andriy Yermak, all’epoca capo dell'ufficio del Presidente, che lo vede come un serio rivale di una possibile scalata al potere. Yermak ottiene che Fedorov venga privato della supervisione semi-ufficiale del Servizio speciale di comunicazione statale, responsabile dell'approvvigionamento dei droni, ma come ben sappiamo è una soddisfazione effimera per il potente politico.
A fine 2025 il capo dell'ufficio del Presidente viene infatti estromesso da ogni incarico dopo il suo coinvolgimento nell’ennesimo scandalo ucraino. È una vittoria e una liberazione per Fedorov che dopo il consueto rimpasto si ritrova a essere il responsabile non solo dei droni, ma da ministro di tutto il settore della Difesa. La svolta sul campo di battaglia arriva dopo poche settimane in veste di spietati sciami che raggiungono ogni raffineria russa, anche la più lontana, distruggono le linee di distribuzione, annientano il morale del nemico.