«La Spagna ha bisogno dell’immigrazione per svilupparsi e prosperare. Il nostro sviluppo economico dipende dal contributo che gli immigrati danno alla nostra economia». A dirlo, durante un intervento in Parlamento, era il premier spagnolo Pedro Sanchez nel 2024. Beh, accontentato: in poche ore 50mila immigrati irregolari hanno invaso Ceuta. E, stando a quanto dichiarato da Sanchez nel corso degli anni, non è da escludere che abbia quasi festeggiato.
Per il leader socialista, «gli immigrati svolgono professioni invisibili. Senza di loro settori come agricoltura, edilizia e ospitalità collasserebbero». Insomma, tutta manodopera a basso costo. Alla faccia dell’integrazione. Pochi mesi fa, durante la presentazione del piano di “integrazione e cittadinanza”, Sanchez aveva rispolverato un vecchio mantra della sinistra: i migranti ci pagheranno le pensioni. «In un Paese che invecchia, l’immigrazione contribuisce a soddisfare il fabbisogno di manodopera, sostiene lo stato sociale e mantiene vive molte regioni».
Non solo: merito degli immigrati sarebbe anche la crescita del Pil spagnolo. «Quasi la metà della crescita del Pil dal 2022 è attribuibile all'arrivo di migranti. Circa il 20% della crescita del PIL pro capite negli ultimi anni è legato al loro contributo.
Pertanto, quando ci integriamo come Paese, ciò che facciamo è andare avanti, crescere, progredire insieme», ha detto Sanchez a giugno. Per questo, il premier del Partido Socialista ha augurato «la creazione di meccanismi legali per l’arrivo dei migranti in collaborazione con le parti sociali, perché è proprio ciò che le aziende ci chiedono di fare». Insomma, il premier era talmente entusiasta dei migranti che questi non hanno voluto neanche attendere la creazione di tali meccanismi e hanno deciso di assaltare il suo Paese...